Sulle Mura crescono gli olmi e i platani. Ma non sopra: dentro, tra un masso e l'altro, posati dalla Repubblica Veneta quattro secoli fa. Sono alcune delle piante, per fortuna non ancora troppo voluminose, che i volontari di OrobicAmbiente si sono trovati fra le mani nei giorni scorsi, quando hanno finalmente cominciato a pulire i muraglioni. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel giugno scorso con l'aiuto di un apposito macchinario. Ma tutto era stato bloccato dai passaggi burocratici previsti dalla convenzione con il Comune, che ha richiesto visite mediche e corsi per la sicurezza, ritardando di sette mesi l'inizio delle opere. Tanto che infine il ponte mobile è stato rispedito indietro senza essere mai stato utilizzato. I volontari hanno così ripreso a lavorare come avevano sempre fatto: alcuni da terra tagliano le piante infestanti fino all'altezza di un metro e mezzo, mentre gli altri lo fanno calandosi dal parapetto con corde da rocciatori. Mentre lo scorso anno si erano impegnati soprattutto nel tratto fra Porta Garibaldi e il parco di Sant'Agostino, stavolta hanno iniziato dal Baluardo di San Giovanni, sotto il seminario. In un pomeriggio hanno ripulito 50 metri di Mura, per una superficie di 800 metri quadrati. Con questo ritmo (e con il permesso del meteo) si calcola di arrivare in un mese alla Piattaforma di Santa Grata, e in un altro mese al Baluardo di San Giacomo. Qui le Mura svoltano l'angolo e passano al lato rivolto verso il centro, con il lungo tratto quasi rettilineo fino a Porta Sant'Agostino. Solo qui si potrebbe sfruttare la piattaforma con il ponte mobile, impossibile da usare dove il muro curva e dove in superficie il marciapiede è troppo sottile. Ma per calare dall'alto l'ingombrante marchingegno bisognerebbe in alcuni punti tagliare alcuni alberi sottostanti, e ci sono dubbi sul fatto che i proprietari diano il permesso. I volontari dovranno anche lavorare con in mano un catalogo fotografico per stare attenti a cosa disboscano. Si tratta della lista stilata dal direttore dell'Orto botanico Gabriele Rinaldi con le piante da estirpare e quelle da preservare. Per esempio via quelle con radici grosse e fusti legnosi che possono svellere le pietre: olmi e platani primi della lista, e poi edere, fichi, rovi, parietarie, paulownie e buddleie. Da salvare invece i capperi, tutte le felci, le valeriane rosse e i giusquiami, e almeno un po' di cimbalarie muralis e bocche di leone.
Bergamo. Mura pulite dopo sette mesi d'attesa. Tra le pietre crescono platani e olmi
I volontari di OrobicAmbiente hanno ripreso a pulire le Mura di Siena con la manutenzione delle piante infestanti. I lavori erano stati bloccati per sette mesi a causa di passaggi burocratici, ma i volontari hanno ripreso a lavorare come sempre. Hanno iniziato a pulire il Baluardo di San Giovanni e hanno già ripulito 50 metri di Mura, per una superficie di 800 metri quadrati. I lavori si stanno svolgendo con il permesso del meteo e si calcola di arrivare alla Piattaforma di Santa Grata e al Baluardo di San Giacomo entro un mese. I volontari devono lavorare con un catalogo fotografico per identificare le piante da estirpare e quelle da preservare.
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