Nei depositi comunali tira aria di trasloco. La Loggia è in cerca di un nuovo spazio dove concentrare arredi urbani e materiale stradale, ma anche faldoni d'archivio, reperti e opere d'arte in custodia alla Fondazione Brescia Musei e le scenografie del Ctb. Un investimento da 10 milioni di euro per un maxideposito che dopo dieci anni potrà diventare di proprietà comunale. Nel caso della segnaletica si tratta di semplice stoccaggio. Nel caso degli archivi e del deposito di opere d'arte si tratta invece di custodia della memoria. Chi si preoccupa della conservazione di un bene storico artistico non deve solo mantenere al meglio le condizioni materiali dell'oggetto custodito, ma anche tramandare la coscienza del suo valore. Chiuso in un deposito l'oggetto resta patrimonio materiale ma non culturale, perché se il pubblico non sa che esiste, quell'opera smette di essere una testimonianza. Un paio di mesi fa, di fronte alla necessità di nuovi depositi per le proprie collezioni, il museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam ha ottenuto dalla municipalità il via libera a costruire il primo deposito al mondo aperto al pubblico: una grande arca in rada nel centro di Rotterdam, che dovrà salvare le opere d'arte dal buio degli scantinati e restituirle al legittimo proprietario, il pubblico. Il nuovo spazio, che sorgerà entro il 2018, sarà dotato di tecnologie, microclima controllato e sicurezza studiati a misura di conservazione, ma ribaltando completamente la prospettiva del deposito. Il Public Art Depot enorme e avveniristico cabinet de curiosité diventerà infatti a sua volta un museo della conservazione in cui oltre alle opere custodite, saranno in mostra anche tutti gli accorgimenti necessari per averne cura, compresi gli strumenti di diagnostica e i laboratori di restauro. In questo modo il comune di Rotterdam, che storceva il naso all'idea di sborsare milioni per mantenere un dietro le quinte improduttivo dell'attività museale, ha pianificato un nuovo business culturale in grado di creare nel pubblico anche una nuova coscienza della conservazione. Un esempio che approfittando del trasloco - Brescia potrebbe in parte seguire, magari trasformando una delle tante fabbriche dismesse della città, sfruttandolo come volano di riqualificazione. Se di un deposito si ha bisogno, perché non farne direttamente uno aperto al pubblico, dove i visitatori possano seguire i propri percorsi d'interesse, dove anche le scuole di restauro possano avere a disposizione un laboratorio, dove gli studenti possano respirare l'aria delle sculture che ritraggono? Una sinergia preziosa come quella che a Brera lega pinacoteca e accademia. Dove l'arte insegna l'arte.