PISA Tra i tesori custoditi dalla chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri si contano un centinaio tra bandiere e stendardi già restaurati. Si tratta di opere, per la maggior parte di provenienza moresca e turca, conquistate alle galere delle flotte magrebine e ottomane, nella seconda metà del sedicesimo secolo e nel diciassettesimo dalla flotta stefaniana. Da pochi giorni questa collezione di bandiere, forse la più importante a livello europeo, è diventata un prezioso volume. Edito da Cld di Pontedera, "Le bandiere della Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano di Pisa" sarà presentato venerdì alle 17 a Palazzo dei Cavalieri. L'opera, 260 pagine su carta patinata, nasce già tradotta in inglese. Curato da Marco Gemignani, docente di storia marittima militare presso l'Accademia Navale di Livorno, coadiuvato da un team di lavoro internazionale, il libro ha richiesto circa un anno e mezzo di lavoro. Per il suo contenuto, relativo alle vicende e al restauro di ogni bandiera, è da considerarsi un'opera storica, bella ed elegante da sfogliare. A ispirarla è stato monsignor Aldo Armani, rettore per 30 anni della chiesa dei Cavalieri, da pochi mesi dimissionario. «Al mio arrivo nel 1985 mi proposi di valorizzare la chiesa e furono proprio quelle bandiere ad attirare la mia attenzione - ricorda -. Con l'aiuto dell'allora Cassa di Risparmio facemmo un progetto per restituire le bandiere, restaurate, alla città e al mondo intero». La Soprintendenza dispose il restauro di circa cento opere, i lavori furono fatti a Volterra e durarono 10 anni. «In seguito la Fondazione Cassa di Risparmio provvide a finanziare la collocazione che prevedeva teche nuove - ha aggiunto don Armani -. Una trentina di queste bandiere tra cui lo stendardo granducale, non sono state ancora ricollocate. Grazie al bilinguismo, il volume è destinato ad esportare uno dei tesori della città». Nel corso dell'anteprima curata da Umberto Ascani, presidente della Fondazione dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, il professor Gemignani ha ripercorso le tappe del "reclutamento" degli esperti. «Nel libro sono rappresentate 98 bandiere, di cui 84 di provenienza ottomana, 8 toscana del 5'600 e altre 6 toscane, coeve dell'800. Per poter trattare tutte le tematiche - ha spiegato - sono stati necessari un conoscitore di storia del Mediterraneo dal '500 al '700, un esperto di restauro delle bandiere, un conoscitore di cultura islamica e un decifratore di scritte sulle bandiere. Durante gli studi abbiamo conosciuto un artista pisano, Delio Gennai , che da 30 anni si ispira a queste bandiere per le sue opere».