PISTOIA Il professor Paolo Baldassarri prende un sasso dalla vetrina dal proprio ufficio nel Conservatorio e dice: «Ecco la prova: è caduto dalla facciata sul marciapiede, un segnale che altri si sarebbero potuti distaccare e creare chissà quali danni. Tre anni fa l'intervento era d'obbligo, ed ovviamente urgente». Venerdì prossimo, alle 16,30, nella sede della Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, in corso Gramsci 37, a Pistoia,verrà presentato il restauro della facciata dell'omonina ex chiesa cinquecentesca di Ventura Vitoni. Ne parleranno, appunto, il professor Paolo Baldassarri, presidente della Fondazione, l'architetto Valerio Tesi, della soprintendenza, il sindaco Samuele Bertinelli e l'architetto Gianluca Giovannelli, progettista e direttore dei lavori. A seguire, la visita alla chiesa, con l'intervento di solisti del teatro del Giglio di Lucca. Il sasso conservato nel proprio ufficio da Baladassarri rende evidente il degrado del paramento murario cui il consiglio di amministrazione della Fondazione ha posto rimedio, ripristinandolo come in origine. A questi lavori si sono poi aggiunti il restauro del portale e degli scalini d'ingresso, ed anche il consolidamento della struttura lignea di copertura dell'aula e della volta a vela. «Tutto a spese di questo Conservatorio precisa Baldassarri i cui beni sono stati trasmessi per via ereditaria dalle venerande suore che nei secoli vi hanno avuto dimora». Tornando alla ex chiesa, c'è da dire che l'architetto Ventura Vitoni pose la prima pietra il 13 aprile del 1500 e che due anni dopo la facciata era conclusa. Internamente la chiesa era bella davvero, in perfetto stile rinascimentale, con aggiunte di tele seicentesche ed altari del Settecento, con volte, archi, lesene, capitelli e abbondanti e squisite decorazioni, come dimostra tutta una preziosa documentazione fotografica. Ma venne la guerra, la Seconda guerra mondiale, con i voli di morte degli aerei degli Alleati, tra l'ottobre del 1943 ed il gennaio del '45, che la distrussero. Pur ricostruiti muri e tetto, tra il 1954 ed il 1957, è tutt'oggi un magazzino di se stessa, visto che tutto il patrimonio lapideo che esternamente e soprattutto internamente la adornava giace ammassato ai lati sul pavimento. Rosoni sbeccati e statue mozze, marmi e pietre lavorate sono ancora un atto d'accusa contro la guerra. «Adesso - continua Baldassarri - ci attendono altri lavori per un recupero completo della parte storica del complesso, fiorito fin dal XIII secolo, in particolare di due dei tre chiostri, uno del Quattrocento ed uno del Cinquecento (il terzo, risistemato, è quello annesso all'istituto Pacini) due gioielli d'architettura che, insieme al giardino contiguo, lo rendevano un posto d'incanto. Il complesso è tuttora in gran parte assai degradato ed in completo abbandono, eppure un tempo era denso di vita e di cultura, soprattutto dalla fine del Settecento, quando l'illuminato granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena, impose alle suore o di lasciare ogni proprietà e fare solo pura e semplice vita monastica, o dare vita ai Conservatori ed aggiungere alle preghiere l'educazione delle fanciulle. Fu così che tante giovani educande impararono a leggere, scrivere e far di conto, mentre quelle più abbienti, a pagamento, apprendevano pure il francese». «Fin d'ora - conclude il presidente - do appuntamento al 26 febbraio, ore 9, nell'aula magna, per la presentazione del riodino del nostro archivio storico degli ultimi 150 anni, ricordando che i documenti precedenti si trovano nell'archivio di Stato».
PISTOIA - All'antico splendore la facciata dell'ex chiesa di San Giovanni
Il professor Paolo Baldassarri, presidente della Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista, presenterà il restauro della facciata dell'ex chiesa cinquecentesca di Ventura Vitoni a Pistoia. Il restauro, che è stato realizzato con un budget del Conservatorio, ha ripristinato il paramento murario e ha consolidato la struttura lignea di copertura dell'aula e della volta a vela. Il progetto è stato realizzato con l'aiuto dell'architetto Valerio Tesi e dell'architetto Gianluca Giovannelli. Il restauro è stato necessario a causa del degrado del paramento murario, che era stato danneggiato da un sasso caduto dalla facciata.
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