LA METÀ di quei 106mila metri quadrati si trasformerà in case di nuova costruzione, edilizia libera con una quota a canone calmierato. Mentre gli altri 50mila metri quadri saranno riservati a verde 30mila e servizi pubblici. La caserma Mameli di viale Suzzani, abbandonata da anni e oggi sorvegliata dalla vigilanza perché occupata nel 2015 dagli anarchici poi sgomberati, potrebbe essere tra le prime in Italia ad avere un nuovo futuro. La proprietà, Cassa depositi e prestiti, ha affidato a Onsite studio l'elaborazione di un progetto per cambiare volto agli edifici oggi inutilizzati. Sono tre le caserme inserite nel protocollo del 2014 per essere riconvertite e rilanciate. Oltre alla Mameli ci sono anche gli ex Magazzini di Baggio, che con la Piazza d'armi rappresenta un unico ambito di trasformazione urbana. Ma queste ultime due aree hanno una proprietà diversa: sono state cedute a Invimit, la società di gestione del risparmio del ministero dell'Economia. Al momento, però, è solo per la caserma di viale Suzzani che si intravede un possibile futuro. Oltre 10 ettari che rappresentano un ambito di trasformazione urbanistica (Atu) per il quale è lo stesso Piano di governo del territorio a prevedere che la metà diventi o resti verde e servizi pubblici, e l'altra metà possa essere trasformata in edilizia residenziale, un mix di libera e sociale. Lo studio è stato redatto da progettisti under 40 ed è stato discusso ieri durante una commissione consiliare Urbanistica a Palazzo Marino. Attualmente esistono sei edifici un tempo sede della caserma. E tutti sono vincolati dalla Sovrintendenza. Per questo motivo verranno riqualificati e destinati a funzioni diverse. In particolare le tre palazzine lato via Gregorovius ospiteranno servizi pubblici. L'idea più concreta è di farne una Casa di arti e mestieri sul modello di quella già esistente a Torino, una scuola professionale dove i ragazzi possono apprendere un mestiere e dove si cerca di recuperare quei giovani persi per strada. Un'altra palazzina sarà destinata invece al commercio, con la richiesta di alcuni consiglieri di inserire negozi di vicinato, mentre gli altri due edifici saranno case a edilizia sociale che potrebbero replicare lo stile delle villette un tempo abitate dai ferrovieri che ancora si scorgono in alcune strade.