DI tutto, di più. Chiuso l'anno di Expo, preoccupato di mantenere lo stesso grado di qualità (e quantità) della stagione passata, il Comune presenta un calendario di mostre farcito di oltre trenta titoli. Che spaziano dai grandi nomi delle pittura a quelli della fotografia, dall'archeologia alle installazioni contemporanee, dall'antropologia al design. Con qualche zoomata su episodi di storia milanese e sulla scoperta di archivi o collezioni sepolte nei depositi (che ci sta anche). Ieri mattina, in una conferenza a Palazzo Reale, il sindaco Giuliano Pisapia e l'assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno messo in ordine l'elenco, lasciando un senso di sazietà, ma non di indigestione. Se è vero che «questo programma ha detto Pisapia conferma il ruolo acquisito dalla città nel semestre di Expo, dimostrato dalla media di 10mila ingressi giornalieri mantenuta anche a dicembre», il discorso di Del Corno lascia sperare in un ribilanciamento dei ruoli fra pubblico e privato, fra la progettazione nata all'interno delle istituzioni e l'intervento esterno di partner che hanno esercitato, sino ad ora, un potere vagamente dispotico. Non a caso l'assessore ha esordito separando la logica degli eventi sostenuti dalle società di produzione, dal filone di mostre istituzionali riunite sotto il marchio "Ritorni al futuro": un ciclo di appuntamenti coerenti dedicati all'idea che l'arte ha elaborato nel tempo sul destino del mondo che verrà. Da una parte, in agenda la prossima settimana a Palazzo Reale, ecco allora il simbolismo "Dalla Belle Époque alla Grande Guerra" prodotto da 24Ore Cultura e Arthemisia, omaggio alla corrente di fine Ottocento con nomi come Segantini, Bocklin, Ensor, Moreau o Redon, seguito a luglio da un altro big come Escher a luglio, l'illusionista del disegno. Dal lato opposto, motore del ciclo autarchico sul futuro, sarà a marzo Umberto Boccioni (1882-1916) che, nel centenario della morte, godrà di un'antologica, sempre a Palazzo Reale, ricca di 250 opere, frutto di una collaborazione tra Castello, Museo del Novecento e Palazzo Reale. Qui si capisce la differenza con i colossi di importazione; il concept della mostra è firmato da Agostino Contò e Francesca Rossi responsabile del Gabinetto dei disegni del Castello che ha scoperto documenti inediti del genio futurista, li ha abbinati ai disegni custoditi nelle raccolte civiche. Ideazione a chilometro zero. Con relativa carrellata di eventi studiati per fare squadra. In ordine: "2050. Breve storia del futuro" sarà una collettiva ispirata all'omonimo libro di Jacques Attali, con 50 opere di artisti contemporanei. "Studio Azzurro. Immagini Sensibili", una retrospettiva per festeggiare i 35 anni del più importante collettivo milanese, autore di installazioni hi-tech, virtuali e avveniristiche. E ancora, "Ca' Brütta 1921-2016", ritorno al futuro di un pezzo di storia dell'architettura milanese che racconterà al Castello il sogno della Milano del Ventennio. Del Corno ha insistito sull'identità conquistata dalle varie sedi. Il Museo Messina si segnala per i progetti speciali fra scultura e fotografia e apre la stagione con gli scatti di Luca Carrà dedicati alle opere dell'artista. Palazzo della Ragione, votato alla fotografia, ospiterà Herb Ritts e il suo obiettivo puntato sullo star system hollywoodiano, l'indagine sociale di William Klein, la moda secondo Giovanni Gastel, il fotogiornalismo struggente di James Nachtwey. La Galleria d'arte moderna punta sulla valorizzazione delle raccolte; in autunno, con "Sottosopra. 100 anni di scultura", si immergerà nei depositi per estrarre i suoi titani di gesso sepolti. Si fa chiarezza anche sul profilo del Mudec, che cerca di trovare una quadra fra le collezioni etnografiche una mostra sul Brasile moderno e una personale di George Nuku, artista maori e gli eventi pop appaltati a 24Ore Cultura: Mirò e le culture extraeuropee, Basquiat e il graffitismo metropolitano. Buono e indipendente, il programma del Pac, che punterà sull'arte dei tattoo cubani e su una personale di Armin Linke e la sua fotografia come scienza inesatta.
Da Boccioni a Mirò il Comune ci riprova "Il nostro dopo Expo è ancora cultura"
Il Comune di Milano presenta un calendario di mostre per l'anno nuovo, con oltre 30 titoli che spaziano dalle arti visive alle installazioni contemporanee, dall'archeologia al design. Il sindaco Giuliano Pisapia e l'assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno presentato il programma, che conferma il ruolo di Milano nel semestre di Expo. Del Corno ha sottolineato l'identità conquistata dalle varie sedi, come il Museo Messina e il Mudec, che si impegneranno per la stagione. Il programma include mostre come "Dalla Belle Époque alla Grande Guerra", "Umberto Boccioni", "2050. Breve storia del futuro" e "Ca' Brütta 1921-2016".
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