In arrivo dieci nuovi musei autonomi, dopo i venti che hanno già iniziato a funzionare alla fine dello scorso anno: è la fase due della riforma dei Beni culturali annunciata dal ministro Dario Franceschini nel corso di un'audizione al Senato presso le commissioni Cultura della Camera e di Palazzo Madama riunite in seduta comune. Anche i nuovi dieci super-musei - che saranno, come i primi venti, dotati di autonomia contabile, amministrativa e organizzativa - saranno guidati da un direttore che sarà scelto attraverso un bando internazionale. Non è l'unica novità presentata da Franceschini. Il riassetto ministeriale prevede anche un profondo ripensamento delle soprintendenze: sparisce la distinzione tra istituti specializzati in belle arti, paesaggio e archeologia, per far posto alla soprintendenza unica, coordinata da un soprintendente e all'interno della quale operereranno le varie professionalità. I musei Parco archeologico di Ostia antica, Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli, parco archeologico di Ercolano, parco archeologico dei Campi Flegrei (Bagnoli, Baia e Bacoli), parco archeologico dell'Appia antica (che si occuperà di gestire il tratto romano della via e coordinerà l'intervento di recupero e valorizzazione del resto dell'antica strada che arriva fino a Brindisi), museo nazionale romano, museo etrusco di Villa Giulia a Roma, museo storico e parco di Miramare a Trieste, museo della Civiltà (riunisce i tre attuali musei dell'Eur a Roma: il museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini, quelle delle arti e tradizioni popolari, il museo dell'Alto medioevo), il complesso monumentale della Pilotta a Parma (si unifica in un'unica gestione la Biblioteca palatina, la Galleria nazionale e il museo archeologico nazionale): sono questi i nuovi dieci musei autonomi. Si vanno ad aggiungere ai 20 - tra i quali, gli Uffizi, la Galleria Borghese, la pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta - istituiti nella prima fase della riforma e che hanno iniziato a muovere i primi passi nell'autunno dello scorso anno. In quei mesi si sono, infatti, insediati i nuovi direttori scelti attraverso un bando internazionale e sette dei quali sono stranieri. «La macchina - ha spiegato Franceschini - sta funzionando, anche se ci sono ancora problemi. Dopo una lunga trattativa con i sindacati sono state, infatti, decise le procedure per la mobilità del personale, che partirà il 21 gennaio e si concluderà a febbraio. Le persone dovranno decidere se andare nei musei autonomi o restare in soprintendenza. Una volta conclusa questa fase, valuteremo se con la mobilità volontaria si è riuscito a completare la pianta organica dei nuovi istituti». Le soprintendenze Oggi ci sono le soprintendenze archeologiche e quelle per il paesaggio e le belle arti, con una ripartizione territoriale «che - ha commentato Franceschini - non risponde a un disegno organico, ma è la conseguenze di vari fattori, fra cui le pressioni locali». Per esempio, in Lombardia, alla soprintendenza per il paesaggio e le belle arti fanno riferimento la provincia di Milano e altre otto province lombarde (Brescia esclusa, perché accorpata a un'altra soprintendenza), per un bacino di utenza di otto milioni di abitanti. In altre realtà la soprintendenza serve alcune centinaia di migliaia di utenti. In futuro ci saranno 39 soprintendenze unificate, dove il soprintendente coordinerà il lavoro degli archeologi, degli specialisti di belle arti e di quelli del paesaggio. L'accorpamento seguirà il criterio della popolazione, ma anche quelli della consistenza del patrimonio sottoposto alla soprintendenza e della dimensione dei territori da controllare. «In questo modo - ha commentato Franceschini - il cittadino e le imprese non avranno il problema di chiedere i nullaosta paesaggistici o autorizzazioni di altro tipo a due diversi uffici, magari ricevendo due differenti risposte. Il parere sarà unico e se ci saranno, come può accadere, voci discordanti tra gli esperti dei diversi settori, la sintesi si troverà all'interno della soprintendenza unificata». Il riassetto toccherà anche gli archivi e le biblioteche: anche in questo settore sarà istituita la soprintendenza unica archivistico-bibliografica. Secondo il nuovo disegno, per esempio, l'attuale soprintendenza archivistica della Campania e della Calabria, sarà separata.
Franceschini: altri 10 musei autonomi e unificazione delle soprintendenze
Riassunto in 200 parole:
Il ministro Dario Franceschini ha annunciato la fase due della riforma dei Beni culturali, che prevede l'istituzione di dieci nuovi musei autonomi. Questi musei saranno guidati da un direttore scelto attraverso un bando internazionale e saranno dotati di autonomia contabile, amministrativa e organizzativa. I nuovi musei saranno inoltre guidati da un direttore unico, che sarà scelto attraverso un bando internazionale. La riforma prevede anche un profondo ripensamento delle soprintendenze, che saranno accorpate in 39 soprintendenze unificate.
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