«Un calo rispetto all'anno del Bicentenario era inevitabile, ma credo che le residenze napoleoniche possano fare meglio». È il giudizio che l'assessore alla cultura Roberto Marini dà circa i dati sulle presenze e sugli incassi della Villa dei Mulini e a Villa San Martino: «La chiave per ribaltare questa tendenza è legata a una maggiore flessibilità degli orari di apertura, in un'isola che lavora con il turismo balneare come la nostra. Aumentare le aperture serali sarebbe fondamentale». L'effetto del bicentenario si è esaurito. E la ripresa generale dei musei italiani ha contagiato solo in parte le residenze napoleoniche. Il risultato? I biglietti staccati alla villa dei Mulini e alla villa di San Martino sono diminuiti in modo sensibile rispetto al 2014: un saldo da 15295 tagliandi in meno rispetto all'anno precedente. Un dato, di certo, in controtendenza rispetto al resto della penisola. Pochi giorni fa il ministro della cultura Dario Franceschini ha infatti esultato pubblicamente per il record assoluto di presenze nei siti museali italiani. Rispetto al 2014 le presenze sono infatti cresciute dell'8, così come gli incassi (in tutto 62.838.837 euro). Napoleone se n'è andato. Il rimbalzo negativo post bicentenario, in termini di presenze, c'è stato. Basti pensare che il salasso da oltre 15mila visitatori, in percentuale, si riflette in -11,75. Nel 2015, infatti, sono stati 114.882 i visitatori della villa dei Mulini e della villa di San Martino, mentre nel 2015 le presenze totali sono state 130.177. Le due residenze napoleoniche hanno totalizzato risultati quasi equivalenti: alla villa di San Martino sono stati staccati, infatti, 51599 biglietti, poco meno alla villa dei Mulini nel centro storico di Portoferraio (51.401). A questi visitatori se ne aggiungono altri 11.882 che hanno acquistato il biglietto cumulativo dei circuiti museali napoleonici (San Martino Mulini). Il confronto in termini di presenze rispetto al 2014, quindi, è piuttosto impietoso. Ma, se da una parte, è piuttosto ingeneroso confrontare i dati di quest'anno con quelli dell'anno del bicentenario nel quale i musei sono stati al centro di un'imponente campagna di promozione e comunicazione, d'altra parte se si osservano i dati del 2013 ci si rende conto di come, in realtà, nel 2015 i visitatori sono stati circa 9mila in più rispetto a quell'anno di riferimento (nel 2013 i visitatori a San Martino e ai Mulini sono stati 105.041). Un dato agrodolce, dunque, che tuttavia si fa ben più amaro se si torna ai dati di qualche anno fa: nel 2011, infatti, i visitatori furono circa 146mila. Più incassi. Meno presenze, dunque, rispetto al 2014. Ma se si guardano gli incassi delle due ville, la musica cambia. Eccome. Nel 2015, infatti, i biglietti hanno fruttato introiti pari a 472.703 euro, circa 58mila euro in più rispetto al 2014. Il motivo? È possibile che l'aumento degli introiti sia legato alla diminuzione rispetto all'anno del bicentenario degli ingressi non a pagamento (nel 2014 più di 20mila a San Martino e 19.300 ai Mulini). A questo si aggiunge il fatto che il ministero, nel luglio nel 2014, ha dato il via libera all'adeguamento tariffario nei siti museali nazionali. Le tariffe, dunque, sono entrate completamente a regime nel 2015.
PORTOFERRAIO - Musei, nel 2015 un salasso da 15mila visitatori
L'assessore alla cultura Roberto Marini ha notato un calo delle presenze e degli incassi delle residenze napoleoniche, Villa dei Mulini e Villa San Martino, rispetto all'anno del bicentenario. Il calo è stato di -11,75% in termini di presenze e di 15.295 biglietti staccati. Tuttavia, gli incassi sono aumentati di 58.000 euro rispetto al 2014. Il motivo è probabilmente la diminuzione degli ingressi non a pagamento e l'aumento delle tariffe, che sono entrate a regime nel 2015. I visitatori sono stati circa 9.000 in più rispetto al 2013, ma meno rispetto al 2014. I dati sono stati pubblicati dal ministero della cultura.
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