Cantieri dopo l'alluvione (e le mareggiate), archeologi al lavoro. Camilli: «Studio preliminare, ma di grande importanza» PIOMBINO Alluvione di fine ottobre con tutte le relative devastazioni causate dal fiume di fango e sassi da Populonia a Baratti. Poi l'inarrestabile erosione della costa. Dunque cantieri in corso. Al lavoro anche gli archeologi impegnati nel ripristino della falesia a ridosso della chiesina di San Cerbone, ma anche coinvolti in operazioni di ricerca su mura di cinta (di Populonia) sconosciute sino a questo momento; resti storici rivelati dall'alluvione e definitivamente scoperti dai lavori Asa per il recupero delle condotte di Populonia. Più o meno nella stessa area dove, invece, il comune si occupa dell'intervento di pulizia per provvedere all'eliminazione del senso unico alternato (dopo "La Pergola"). Diluvio e nuove scoperte. I tecnici dell'Asa sono in attesa di poter proseguire con l'intervento per l'acquedotto. Evidente come per qualunque cantiere nel golfo di Baratti, che sia del Comune o di Asa o di qualunque altra società di servizi, le operazioni debbano essere filtrate dalla Soprintendenza. «I lavori vengono fermati se ci sono indagini da fare spiega Andrea Camilli, funzionario della Soprintendenza archeologica della Toscana comunque siamo già impegnati da tempo anche in quest'area su altre emergenze. Ora che la situazione sembra "più tranquilla" prosegue Camilli si interviene sui sentieri e in quelle aree dove sia necessario ripristinare la sicurezza stradale. Chiaramente lo scorrimento dell'acqua durante l'alluvione di fine ottobre ha provocato la formazione di grossi solchi sulla via della Romanella. Molte pietre rimosse conferma il funzionario e accumulate nel parcheggio dietro al ristorante sono state ripulite, catalogate e poi smaltite o riutilizzate. Però ricorda Andrea Camilli adesso sono state individuate anche tracce delle mura basse di Populonia, di cui non si conosceva l'esistenza. Una cinta muraria bassa che prosegue anche nel bosco e che riporta chiaramente segni di un incendio. Siamo ancora ai preliminari dello studio, comunque, pur nel disastro dell'alluvione, si è rivelata una tappa importante nella conoscenza della storia di Populonia. Il problema qui è sempre lo stesso, manca il controllo costante e si rischia che i reperti incustoditi vengano portati via...». Altre emergenze in corso d'opera. «Sono stati fatti dice ancora Andrea Camilli diversi interventi d'emergenza dopo quanto accaduto per l'alluvione del 28 ottobre. Dal ministero, la Sovrintendenza ha avuto circa 100mila euro da destinare per il ripristino dei punti più critici a cominciare dagli edifici industriali della necropoli di San Cerbone. Ma è stato fatto il primo restauro sulle tombe monumentali, a partire dalla tomba dei Flabelli». Erosione della costa. Mentre la Soprintendenza è impegnata nel ripristino della falesia da dove è stato rimosso il sarcofago del sesto secolo avanti Cristo (che poi andrà nell'aiuola dei Villini) e gli operai del Comune nell'area occupata dal bar a ridosso di San Cerbone, l'assessorato all'ambiente ha pronto un dossier sulle criticità della costa redatto insieme alla Protezione civile. «Abbiamo fatto un riepilogo della sitazione sottolinea l'assessore Marco Chiarei anche di tutti i problemi emersi dopo l'alluvione sia per le dune che per le falesie della spiaggia di Baratti. Con questo materiale, a breve, andremo in Regione per definire con chiarezza quali interventi si possono fare ed in che tempi». ceciliacecchi
Scoperti i resti delle mura di Populonia
L'alluvione di fine ottobre ha devastato la zona di Populonia a Baratti, causando danni alle strutture e alla costa. Gli archeologi sono al lavoro per ripristinare la falesia e studiare le mura di cinta sconosciute fino a quel momento. Sono stati trovati resti storici rivelati dall'alluvione, tra cui tracce delle mura di Populonia. Il comune e l'Asa stanno lavorando per pulire e ripristinare la zona, ma gli operazioni devono essere filtrate dalla Soprintendenza archeologica della Toscana. L'assessorato all'ambiente ha preparato un dossier sulle criticità della costa. I lavori vengono fermati se ci sono indagini da fare.
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