IL premier Matteo Renzi sarà presto a Napoli. Lo conferma da Caserta, dove partecipa alla consegna al polo museale del piano nobile della Reggia. Ad accoglierlo, l'inno cantato dal coro delle voci bianche del San Carlo. Accompagnato dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini e dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, Renzi replica al presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker: «L'Italia non si fa telecomandare». Per la Reggia fissa l'obiettivo del milione di visitatori entro quattro anni e annuncia: Caserta ospiterà presto un vertice bilaterale di prestigio. Quindi l'incontro con una delegazione di comitati della Terra dei Fuochi. «Lavoriamo perché la Reggia sia uno dei grandi attrattori del Paese, i tempi sono stati rispettati in pieno», commenta il ministro Franceschini. «La restituzione dei locali della Reggia da parte dell'Aeronautica conferma l'impegno preso due anni fa», sottolinea il ministro Pinotti. CASERTA. .«Dicevano che non venivo mai in Campania. Invece sono stato a Pompei, ora a Caserta e presto andrò a Napoli. Andrà a finire che il governatore Vincenzo De Luca mi caccerà». Scherza, il premier Matteo Renzi, quando gli chiedono se ha intenzione di tornare nel capoluogo nonostante l'ostilità dichiarata del sindaco Luigi de Magistris e i tormenti del Pd, che non ha ancora definitivamente sciolto il nodo delle primarie. Con le sue parole, il presidente del Consiglio conferma però di aver messo in agenda anche una tappa napoletana, quasi certamente a fine marzo per Bagnoli, o comunque in tempi utili per imprimere una scossa alla marcia di avvicinamento alle elezioni. Dietro le quinte della giornata del premier, i dirigenti locali del partito, De Luca compreso, sono tutti alla ricerca del sentiero che, da qui al 6 febbraio, dovrà portare alla definizione delle candidature. Una partita complessa, che da Roma guardano con attenzione, ma verso la quale Renzi ostenta distacco. «Non era questa la sede per parlarne», spiega il segretario regionale Assunta Tartaglione mentre, pochi passi più in là, parla al cellulare il consigliere regionale Mario Casillo, uno dei più impegnati alla ricerca di un candidato alle primarie che sia espressione della società civile. In attesa che il puzzle delle primarie si componga, Renzi si dedica a Caserta e alla Reggia vanvitelliana dove, annuncia, nei prossimi mesi, tra il 2016 e il 2017, «qui abbiamo delle prospettive straordinarie. Vo- gliamo organizzare un vertice bilaterale di qualche importanza». Il Palazzo, commenta il presidente del Consiglio, «è un luogo incredibile, non c'ero mai stato. L'Italia è questa straordinaria emozione costante, lo stupore di trovarsi in un luoghi così. Caserta - aggiunge - ha delle caratteristiche logistiche che ne rendono assolutamente cruciale la valorizzazione ». Il percorso tracciato dal premier è chiaro: «Alla fine di settembre, quando saranno finiti gli attuali cantieri per il restauro di alcune sale, dovremo dare i denari che servono per continuare il lavoro e attivare nuove funzioni». L'obiettivo è ambizioso: «Oggi i visitatori sono 500 mila. Entro quattro anni dovremo arrivare a un milione». Quindi, rivolto al direttore della Reggia, Mauro Felicori, motteggia: «Per raggiungere i due milioni c'è sempre il secondo mandato. Il suo, dico. Per gli altri c'è la democrazia e vedremo». Il premier insiste più volte sul tasto della valorizzazione del patrimonio per combattere i problemi: «Investire sull'Italia vuol dire investire su Caserta e sulla Campania», dice. E poi rimarca: «Dobbiamo investire su tutto ciò che di bello Caserta e la Campania hanno. Abbiamo annunciato ciò che vogliamo fare in Terra dei Fuochi per considerare chiuso il problema delle ecoballe con un investimento importante di Regione e Governo. Accanto alle problematiche che consideriamo prioritarie della Terra dei Fuochi, c'è da valorizzare la "terra dei cuochi" con la bellezza dell'agroalimentare Campano e casertano, in una dimensione di investimento culturale », sottolinea. Poco dopo, Renzi incontra una delegazione dei comitati guidata dal parroco di Caivano don Maurizio Patriciello. «I fuochi sono diminuiti, vero?», chiede il premier al sacerdote in prima linea contro l'avvelenamento del territorio, ribadendo l'attenzione per questa difficile realtà della regione. Non dimentica, Renzi, la piaga della criminalità organizzata. Ma invita a guardare oltre: «Ogni investimento in cultura aiuta il Paese a togliersi di dosso la rassegnazione. Spesso raccontiamo l'Italia solo per quello che non va. Anche in questo territorio c'è tanto che non va e va combattuto. Ma c'è anche tanto di buono e quel tanto di buono va valorizzato». Il presidente del Consiglio ricorda «il fondamentale lavoro che come istituzioni stiamo facendo per portare avanti una grande battaglia di legalità». E conclude: «Lo Stato è qui per dire che non lasciamo Caserta da sola e che l'operazione sui direttori dei musei non è solo maquillage manageriale ma un grande investimento sul futuro di questa terra». Poi, via in elicottero verso Roma. Prossima tappa, Napoli.
La Reggia incanta Renzi "Qui un milione di turisti presto verrò a Napoli"
Il premier Matteo Renzi sarà a Napoli presto, conferma da Caserta, dove partecipa alla consegna al polo museale del piano nobile della Reggia. Sarà accompagnato dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini e dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. Renzi annuncia che Caserta ospiterà presto un vertice bilaterale di prestigio e che il palazzo sarà uno dei grandi attrattori del Paese. L'obiettivo è raggiungere un milione di visitatori entro quattro anni. Il premier conferma di aver messo in agenda una tappa napoletana, quasi certamente a fine marzo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo