L'ANNO è iniziato sotto i migliori auspici per la cultura italiana: di questi giorni è l'annuncio del Ministro Franceschini sui numeri record dei nostri musei, con trend rispetto agli anni passati tutti contraddistinti dal segno più. Nella cornice di una performance in crescita per tutto il Paese, il Piemonte si colloca tra le prime quattro regioni. L'ANNO è iniziato sotto i migliori auspici per la cultura italiana: di questi giorni è l'annuncio del Ministro Franceschini sui numeri record dei nostri musei (43 milioni di visitatori e 155 milioni di incassi), con trend rispetto agli anni passati tutti contraddistinti dal segno più. Nella cornice di una performance in crescita per tutto il Paese, il Piemonte si colloca tra le prime quattro regioni di maggiore successo, il New York Times segnala Torino tra le 52 mete da non perdere per il 2016 e, last but not least, il direttore del Guggenheim della Grande Mela Richard Armstrong, in visita in città, ha parlato del "modello Torino" come di una formula magica da custodire gelosamente. Effetto Torino? Sembra proprio di sì, ma anche Piemonte e Italia, ci raccontano - finalmente - i dati. Ragione in più per evitare di distrarsi e capitalizzare questa impennata nel ranking internazionale per progettare sviluppo. Sviluppo del pubblico da una parte, certo, ma anche capacita imprenditoriale e dinamismo in grado di catalizzare quella classe creativa che costituisce oggi uno dei fattori principali per attrarre investimenti e imprese dall'estero. In questa nuova stagione della vita dei nostri beni culturali, in cui il tema della valorizzazione ha acquistato dignità - anche qui: finalmente - pari a quello della tutela, è tempo di superare quella inspiegabile tendenza a proiettare un'immagine un po' provinciale della nostra cultura, e ambire al confronto (e ai primati) globali, come suggerisce proprio Armstrong. Sul potenziale economico che può scaturire dal patrimonio culturale nel nostro Paese, quindi, non devono restare dubbi, in primo luogo per il traino che esso esercita per il turismo. Ma merita altrettanta attenzione il fronte "interno" delle sue qualità intrinseche, ossia la capacità delle istituzioni culturali, e soprattutto delle comunità cui esse appartengono, di riappropriarsi della consapevolezza del valore della propria cultura, e di percepirlo come fattore reputazionale. In questo senso, i musei sono luoghi nei quali questo "sentiment" si consolida, e si rinnova e rafforza l'identità culturale: è per questo che il successo del nostro sistema museale rappresenta un passo - determinante - della riaffermazione della nostra cultura nel mondo e, altrettanto importante, tra i cittadini italiani. Non può che essere motivo di orgoglio e stimolo a fare ancora e di più, riprendendo con energia e la giusta dose di creatività un racconto rimasto forse per troppo tempo interrotto , dentro e fuori i nostri confini. Un racconto italiano.
Musei, ora bisogna capitalizzare i successi
Il Ministro Franceschini ha annunciato che i musei italiani hanno registrato un aumento dei visitatori e degli incassi rispetto agli anni precedenti. Il Piemonte si colloca tra le prime quattro regioni più performanti. Il New York Times ha elencato Torino tra le 52 mete da visitare nel 2016. Il direttore del Guggenheim ha parlato del "modello Torino" come di una formula magica. I dati suggeriscono che il successo dei musei italiani possa essere dovuto a una maggiore consapevolezza del valore della cultura italiana e alla capacità delle istituzioni culturali di riappropriarsi di essa. Il successo dei musei rappresenta un passo importante per la riaffermazione della cultura italiana nel mondo e tra i cittadini italiani.
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