Per effetto della riforma annunciata oggi dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini la geografia delle dirigenze viene semplificata: "Basta pareri in contrasto tra loro, d'ora in poi interlocutore unico per enti pubblici e cittadini" Cambia la geografia delle soprintendenze in Toscana, dove quella ai Beni archeologici verrà accorpata alle altre quattro oggi esistenti a che si occupano di belle arti e paesaggio: quella di Firenze Prato e Pistoia, quella di Pisa e Livorno, quella di Lucca e Massa, quella di Siena Grosseto e Arezzo. Da 5 insomma i soprintendenti diventeranno quattro. Tutto questo per effetto della riforma annunciata oggi dal ministrao Dario Franceschini, con l'obiettivo di evitare che le varie soprintendenze esprimano pareri diversi, magari in contrasto tra loro. "Le soprintendenze parleranno d'ora in poi con un'unica voce a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici", dice Franceschini davanti alle commissioni cultura di Camera e Senato. "Il ministero viene ridisegnato a livello territoriale per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione". Per cittadini e imprese "sarà così più semplice e rapido rapportarsi con l'amministrazione, con una notevole riduzione degli oneri burocratici", prosegue il Collegio Romano in una nota, che precisa: "Ciascuna soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all'impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un'unica domanda corrisponderanno un unico parere e un'unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale". Inoltre, "la riorganizzazione affida alle Soprintendenze archivistiche la tutela del patrimonio librario, che pertanto vengono denominate Soprintendenze archivistiche e bibliografiche. Nell'esercizio di questa nuova funzione - concludono dal ministero - esse risponderanno anche alla Direzione Generale Biblioteche e potranno avvalersi del personale delle biblioteche statali". Il presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama Andrea Marcucci commenta: "La semplificazione è il filo conduttore di questa seconda parte della riforma. I cittadini avranno a che fare con un'unica Soprintendenza mista. Il decreto (con il quale saranno istituite le nuove realtà, ndr) non diminuirà il potere di intervento delle Soprintendenze archeologiche, che non saranno più su scala regionale ma diffuse territorialmente, passando da 17 a 41".