L'ex sovrintendente del Comunale presenterà un piano al rettore «Dai Bentivoglio a Napoleone. La cittadella dell'arte e della scienza». S'intitolava così il progetto di rilancio di via Zamboni, una delle arterie più prestigiose della città e al tempo stesso più strattonate, scritto alla fine degli anni '90 dall'allora sovrintendente del teatro Comunale, Felicia Bottino. «Un museo a cielo aperto, ai più sconosciuto, compresi i bolognesi, che già 15 e passa anni fa volevo assolutamente valorizzare con una grande mostra e itinerari espositivi negli spazi più rappresentativi, e sono tanti, presenti nella via» . Quel documento di sei pagine ora potrà essere utile, oltre che valido e ulteriore suggerimento, al rettore Francesco Ubertini, fortemente impegnato (anche lui) a riportare alla sua centralità quella strada piena di contraddizioni e di ricchezze culturali. Una via senza campanelli, vivissima di giorno e coi portoni chiusi dopo il tramonto, abbandonata a se stessa (e quindi ai cattivi comportamenti). Intenzioni ottime, subito abbracciate, «cambiamento epocale» (keep calm), dall'attuale sovrintendente Nicola Sani, dai vertici della Fondazione del Monte e da Palazzo d'Accursio. L'architetto Bottino ci provò invano nel secolo scorso, ma quelle paginette che raccontavano di una grande manifestazione mostraevento in grado di svelare tutta la bellezza dell'ex Strada San Donato possono ora tornare utili. Per capire, per aggiungere, per migliorare i progetti di Ubertini. Due facciate di proponimenti (aprire luoghi non visitabili, esporre materiali altrimenti non visibili, etc) e finalità (portare a conoscenza del pubblico il ricco complesso «zamboniano»; restituire alla zona una fruibilità artistica e culturale sottraendola all'attuale uso e degrado meramente studentesco; proporre per il futuro una vocazione museale e una cittadella sempre più al servizio della cittadinanza e degli studiosi). Una pagina con il piano di organizzazione. Infine 4 facciate con l'elenco di tutti i palazzi, musei, chiese, chiostri, conservatori, portici, oratori, aule, teatri, scuderie, pinacoteche, accademie e infine l'orto botanico presenti lungo l'arteria che parte dalle Due Torri. Una lista che a leggerla si comprende davvero l'eccezionalità di quegli 850 metri di storia e che diventa quasi una guida turistica in sintesi dato che per ogni voce la Bottino aveva aggiunto le opere presenti e i loro autori di prima grandezza: Carracci, Francia, Aspertini, Costa, Bigari, Bibbiena, Brizi, Crespi, Tibaldi, etc . Un'idea quella della Bottino che, dopo i primi contatti e colloqui positivi, scivolò via con l'insediamento a Palazzo d'Accursio di Giorgio Guazzaloca e il conseguente cambio di sovrintendenza. Di quei fogli, tornati d'attualità in questi giorni, l'architetto ne parlerà al rettore. Ma due parole le ha già scambiate anche con Finocchiaro e Sani, al quale, da ex collega e buona conoscente del teatro (spazi compresi, utilizzati e non), ha fornito diversi suggerimenti. Intenzioni e visioni ottime, ma la valorizzazione di via Zamboni e la trasformazione del suo utilizzo (un po' troppo cialtrone) passa attraverso la disponibilità delle istituzioni, Università in primis, a cambiare le proprie abitudini proprio come scriveva Giuseppe Sciortino ieri sul Corriere di Bologna spiegando che una biblioteca e sala studio aperta di notte non fa grande notizia ma produce grandi effetti (benefici): figuriamoci tutti gli altri luoghi fantastici, a partire dai Musei Universitari (gioiello veri). Ci sono capacità, risorse e disponibilità per farlo?
Bologna. Il rilancio di via Zamboni Bottino: vi svelo i suoi tesori
L'ex sovrintendente del Comunale, Felicia Bottino, ha presentato un piano per il rilancio di via Zamboni, una delle arterie più prestigiose di Bologna. Il piano, scritto negli anni '90, prevede la creazione di un museo a cielo aperto con itinerari espositivi negli spazi più rappresentativi della via. L'architetto Bottino aveva inizialmente proposto la realizzazione di una grande mostra e itinerari espositivi, ma il progetto non fu realizzato. Ora, il piano è stato presentato al rettore Dai Bentivoglio e potrebbe essere utile per il rilancio della via.
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