L'assessore: «Aumento del biglietto, scelta infelice del mio predecessore. Studiamo correzioni» VERONA. Un successo praticamente per tutti i monumenti veronesi, in linea con il boom registrato a livello nazionale, tranne per l'Arena. Il 2015, anche a Verona, ha segnato la riscoperta della cultura. Ma con una zona d'ombra: il celebre anfiteatro romano di piazza Bra, simbolo per eccellenza del territorio, che ha visto, se non un crollo, un calo considerevole dei visitatori. Dagli 849.900 ingressi del 2014, infatti, è passato a 764.937 del 2015, perdendo 84.963 unità: il 10 secco. Da più parti si punta il dito contro l'aumento del ticket, approvato dalla giunta Tosi ad inizio anno, e passato subito dai 6 euro iniziali a 10 euro. «Sicuramente il problema maggiore è stato quello dell'aumento del biglietto, i numeri si sono abbassati per questo - spiega Alberto Pavoni, dell'associazione guide Ippogrifo - e sarà anche peggiore l'impatto sull'anno appena iniziato». Le guide turistiche spiegano anche in cosa è consistita la gran parte dei danni in termini economici e di impatto sul turismo: «Il Comune ha deciso per l'aumento del biglietto a metà gennaio - prosegue Pavoni - : in quel periodo le agenzie hanno già emesso i loro pacchetti e già diffuso la loro programmazione. Così, ci hanno rimesso molti soldi con la formula "ingressi inclusi", soprattutto nei confronti dei gruppi di turisti stranieri». Non solo: «Vediamo anche noi, tutti i giorni, l'atteggiamento dei turisti - si racconta da Ippogrifo - quando ci chiedono quanto costa entrare in Arena, poi li vedi allontanarsi. Assistono alla spiegazione esterna, ma non entrano. Soprattutto i mediterranei, gli italiani in particolare». Dagli operatori di settore, poi, si chiede alle istituzioni di «non prendere provvedimenti a stagione iniziata, soprattutto di natura tariffaria, visto che quanto promesso poi non coincide più a quanto si trova realmente». «A tal proposito siamo preoccupati per ulteriori rincari in arrivo - spiega Pavoni -. Gira voce che i bagni pubblici, ad esempio, possano presto passare dagli attuali 60 centesimi ad un euro. Se così fosse, i turisti saranno ulteriormente scoraggiati». Sulla lettura dei dati che riguardano gli ingressi in Arena l'assessore al Turismo, Marco Ambrosini, ha qualche dubbio: «Innanzitutto io non ho la certezza che questa diminuzione di ingressi sia dovuta principalmente all'aumento del prezzo - spiega -. Se così fosse, comunque, io mi sto già muovendo: il rincaro degli ingressi è stata una scelta poco felice del mio predecessore che io ho ereditato. Ma sto prodigandomi per la copertura finanziaria di un benefit da aggiungere: il costo del biglietto non può cambiare, ma i visitatori potrebbero aver diritto, a 10 euro, anche ad una audioguida o a qualche altra cosa. Mi sto muovendo per offrire questo». Per quanto riguarda i dati degli altri monumenti, Verona può solo che gioire: la Tomba di Giulietta è passata da 84.906 visitatori del 2014 a 94.127 nel 2015; il Museo di Castelvecchio da 129.800 a 140.444; il Teatro Romano da 77.901 visitatori è passato a 91.842; la Casa di Giulietta da 288.427 a 307.835; le Arche Scaligere, invece, sono passate da un totale annuo di 14.950 ticket a 16.744. Piccola eccezione per il Museo Maffeiano: da 16.708 ingressi è passato a 15.343, come anche San Giorgetto che da 47.996 utenti è sceso a 48.168. Verona resta una città da record per quanto riguarda il turismo: l'anno appena trascorso totalizza 1.479.440 ingressi ai siti e ai monumenti. Ma il 2014 lo supera, proprio per il «tracollo» dell'Arena, totalizzando 1.510.588 ingressi. un successo praticamente per tutti i monumenti veronesi, in linea con il boom registrato a livello nazionale, tranne che per l'Arena. Il 2015 ha registrato la riscoperta per la cultura anche in città. Ma con un'eccezione: l'anfiteatro. Qui gli ingressi del 2014, ben 849.900, sono scesi, nel 2015, a 764.937. Da più parti si punta il dito verso l'aumento del costo del biglietto. «Scelta infelice, provvederò a mettere dei benefit» spiega l'assessore.