La situazione in Sardegna emerge dall'indagine del Ministero dei Beni culturali. Cinquantamila visitatori in meno nel giro di un anno mentre cresce il numero di ingressi nei siti religiosi Cinquantamila visitatori in meno nel giro di un anno e un crollo del 17 per cento degli incassi legati ai biglietti staccati. I musei sardi e le aree archeologiche a pagamento si stanno svuotando mentre si registra un incremento degli ingressi nei siti gratuiti a carattere religioso: qui, ogni anno, si contano diecimila visitatori in più. Se la situazione è meno preoccupante per quanto riguarda la provincia di Cagliari (dove si registra anche qualche incremento del numero di biglietti staccati), è invece preoccupante il calo nei siti del Sassarese dove viene segnalata una pesante emorragia d'ingressi. Allarme rosso al museo garibaldino di Caprera che negli ultimi anni ha contato oltre 30 mila visitatori in meno (emorragia dovuta anche alle difficoltà di raggiungere il sito visto che l'accesso alla strada è vietato alle auto ed è possibile solo a bordo del pullmino). DATI SCONFORTANTI. Numeri in caduta libera: sono stati quasi cinquantamila i visitatori che hanno disertato i musei isolani negli ultimi anni. Dai 320.169 del 2002 si è passati ai 277.975 dell'anno successivo con una flessione che, a conti fatti, ha superato il 13,18 per cento. I paganti sono passati da 114.561 a 92.803, mentre i non paganti da 205.608 sono finiti a 185.172. Un'emorragia pesante per gli istituti culturali che hanno perso quasi 45 mila euro di introiti derivati dalla vendita dei biglietti (meno 17,25 per cento). Gli oltre 257.824 euro incassati nel 2002 sono diventati 213.340 nel 2003. È quanto emerge dalla radiografia annuale effettuata dal Dipartimento per la ricerca, l'innovazione tecnologica e l'organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali che prende in esame i conti e i bilanci di tutti i musei italiani di proprietà dello Stato. LA SITUAZIONE. Undici i musei e i siti della Sardegna finiti sotto la lente d'ingrandimento: l'area archeologica Su Nuraxi di Barumini (gratuita), il nuraghe Losa di Abbasanta (gratuito), il sito archeologico di Tharros a Cabras (gratuito), il Compendio Garibaldino di Caprera nell'isola di La Maddalena (a pagamento), l'Antiquarium Turritano e la zona archeologica Palazzo Re Barbaro di Porto Torres (a pagamento) e il museo archeologico-etnografico G.A. Sanna di Sassari (a pagamento). Sei, invece, quelli di Cagliari: il museo archeologico na-zionale e la pinacoteca (entrambi a pagamento), il sepolcro La grotta della Vipera (gratuito), il chiostro di San Domenico (gratuito) e la basilica di San Saturnino (gratuito). Presente nel capoluogo isolano anche un circuito museale a pagamento formato dalla pinacoteca e dal museo archeologico. Nonostante l'emorragia di visitatori (meno 30 mila) a fare la parte del leone con oltre 106 mila visitatori resta la tomba di Garibaldi (66 mila paganti, 40 mila ingressi gratuiti), seguita dal nuraghe di Barumini (71.070 vi-sitatori) e dal museo archeologico di Cagliari (13.646 paganti, 21.158 sono entrati senza pagare). Oltre ventimila ingressi anche al nuraghe Losa, mentre il museo Sanna di Sassari ha registrato 18.208 visitatori (11.771 non hanno pagato) con un calo di quasi cinquemila presenze rispetto all'anno precedente (23.215). LE ECCEZIONI POSITIVE. Escono positivamente dal confronto col 2002 il museo archeologico e la pinacoteca di Cagliari: il primo ha registrato oltre duemila visitatori in più, il secondo circa un centinaio. Stabili l'Antiquarium turritano (più 200 visitatori) e il chiostro di San Domenico. Oltre al museo Sanna, diminuiscono le presenze anche nei complessi nuragici di Barumini e Abbasan-ta (meno cinquemila presenze). LE DIFFICOLTÀ PIÙ GRAVI. A picco il compendio Garibaldino: 135.344 nel 2002, 106.193 nel 2003. «Ci sono una serie di circostanze che hanno determinato questa situazione», spiega Luigi Spagnolo, responsabile della sicurezza e da anni dipendente del museo dedicato all'Eroe dei due mondi. «Primo fra tutti - spiega - le difficoltà di collegamento e il problema della mancanza di un deposito bagagli. Inoltre c'è stato anche un pesante calo turistico legato all'euro. Sino a qualche anno fa avevamo un forte incremento di presenze nel periodo estivo, mentre ora la tendenza è radicalmente invertita. Quest'anno forse andrà meglio, ma siamo ben lontani dai 130 mila visitatori degli anni passati e soprattutto dagli oltre 220 mila di vent'anni fa». LA SOPRINTENDENZA. E sul calo delle presenze nei musei della provincia di Sassari interviene anche il sovrintendente France-sco Nicosia. «È un calo fisiologico -spiega-, e se non vengono spesi soldi per sistemare i musei la situazione andrà peggiorando. Senza manutenzione c'è il rischio di un impoverimento progressivo. I musei sono edifici dove vengono custoditi oggetti importanti: se non mettiamo a disposizione nemmeno la carta igienica nei bagni, i visitatori smettono di venire». Alle volte si tratta quindi non di grossi problemi, bensì di difficoltà minime legate alla cattiva accoglienza del visitatore. L'analisi del Ministero segnala, infine, un'elevata presenza di visitatori che non pagano il biglietto. Ma attenzione: quelli classificati come "non paganti" non sono imboscati o portoghesi, bensì scolaresche, studenti e altre categorie professionali con particolari agevolazioni. Per i ragazzi un modo per ammirare l'arte e la storia.