L'imprenditore franco-polacco Roman Zaleski è pronto a restaurare la Crociera di San Luca e regalare alla città «il primo museo di tappeti d'Europa», con i 1350 pezzi della sua collezione. «A Brescia arriveranno collezionisti da tutto il mondo». «Questo è il mio regalo alla città, alla quale sono molto legato. Un regalo di cui non è possibile quantificare il valore. Il tappeto più raro, un Holbein del Quattrocento, ora vale tra gli 11 e i 13 milioni di euro». A parlare è l'imprenditore franco-polacco Romain Zaleski. Ottantatré anni il prossimo 7 febbraio, camuno d'adozione da metà anni Novanta (dopo che ha rilevato la Carlo Tassara) è tra gli uomini più facoltosi del mondo. Non ama parlare d'affari con i giornalisti ma la voce si fa affabile se si tratta della sua grande passione. I tappeti. Li colleziona da una vita e li ha donati alla fondazione Carlo Tassara, che allestirà in città un museo unico al mondo, dopo aver restaurato (spesa prevista di 7 milioni) l'ex Crociera di San Luca, nel centralissimo corso Zanardelli. Zaleski, per il recupero dell'ex Crociera il Comune ha indetto un bando al quale la fondazione Tassara ha aderito, per realizzarci il museo dei tappeti. Lo farete? «Sì, l'idea è quella. C'è una serie di problemi da affrontare ma la Fondazione sta sviluppando il progetto e si farà carico delle spese di restauro dell'immobile. Ma non è attrezzata per gestire il museo». Potrebbe farlo Brescia Musei... «Sì, me lo auguro». Il museo riscuoterebbe successo secondo lei? «Non so quale seguito possa avere nel popolo di Brescia e di Lombardia. Sarebbe però l'unico in Europa e potrebbe attrarre un turismo internazionale, fatto di collezionisti, studiosi, appassionati. Ci sono tappeti unici esposti al Metropolitan Museum di New York, al Louvre, al Victoria Museum di Londra. Ma non esiste, se non a Istanbul, un museo dedicato solo ai tappeti, con pezzi provenienti da tutto il mondo e di tutte le epoche». Il pezzo più pregiato, o quello a cui lei è particolarmente legato? «È un Holbein dell'Anatolia, del 1430. Io e mia moglie lo abbiamo acquistato all'asta dei beni di un palazzo di Venezia nel 2002, Era perfettamente integro, conservato sotto un letto. Chiedevano 11mila euro, ce lo siamo aggiudicati per quasi 600mila euro. Oggi è valutato quasi 13 milioni perché ne esistono solo una decina al mondo. È l'unico certificato dalle Belle Arti». Quanto valgono tutti i 1350 tappeti? «È un valore culturale, al quale è impossibile dare una cifra». Perché ha scelto Brescia come sede per l'esposizione? «Può essere un'attrazione importante per la città, già ricca di importanti tesori culturali. Penso al teatro romano, a Santa Giulia. Io sono affezionato a Brescia, la frequento, ho diversi amici. Mia moglie (Helene De Prittwitz, ndr ) è vicepresidente della fondazione teatro Grande». Perché non donarli al Louvre o ad un altro importante museo? «Perderebbero d'importanza in mezzo ad una grande quantità di opere. Per questo è meglio Brescia». A Breve partirà il restauro anche della vicina Pinacoteca, per la quale c'è bisogno di molti fondi. Mai pensato ad un aiuto? «No. Per ora».
Brescia. Zaleski e i tappeti in S.Luca Il mio regalo alla città
L'imprenditore Roman Zaleski, di origine franco-polacca, sta per restaurare l'ex Crociera di San Luca a Brescia e donare alla città il primo museo di tappeti d'Europa, con 1350 pezzi della sua collezione. Il museo sarà allestito all'interno della Crociera, dopo aver restaurato l'immobile con un budget di 7 milioni di euro. Zaleski, che è tra gli uomini più facoltosi del mondo, ha donato la sua collezione alla fondazione Carlo Tassara, che si farà carico delle spese di restauro. Il museo riscuoterà sicuramente successo, secondo Zaleski, poiché esiste solo un altro museo dedicato ai tappeti in Europa, a Istanbul.
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