Un comitato di esperti per il castello. Rimandate le decisioni sulla concessione gratuita Cda dei soci di Brescia Musei ieri per discutere del nuovo statuto della fondazione. Dopo quattro ore lo statuto è stato approvato, senza ritocchi. Rimandate a febbraio le decisioni su regole attuative, comitato scientifico e concessione gratuita. L'ordine del giorno: approvato, ma dopo qualche bizza. La riunione era fissata ieri pomeriggio: i soci di Brescia Musei dovevano discutere dello statuto della fondazione, rivisto e corretto dalla Loggia. Carte, articoli e postille erano state spedite agli avvocati da Cab e Camera di Commercio, che hanno due poltrone nel consiglio: c'era da controllare che il nuovo statuto non fosse inconciliabile con quello dei due enti, altrimenti avrebbero dovuto lasciare la fondazione. Mail, lettere al sindaco e dubbi sul nuovo statuto avevano iniziato a girare due mesi fa, appena era passato in Loggia: l'approvazione, anche se unanime, non è stata una decisione presa in cinque minuti. Il consiglio è durato quasi quattro ore e c'è stata qualche bizza: alla fine, comunque, non ci sarà da cambiare nemmeno una virgola. Resta da parlare delle regole attuative, del comitato scientifico e della concessione a uso gratuito, tutti punti rimandati: saranno all'ordine del giorno della prossima riunione, l'8 febbraio, insieme al comitato del Castello (Brescia Musei pensa di arruolare professionisti che propongano idee, bozze e progetti per rilanciare il Cidneo). Pare improbabile che qualche socio fondatore a questo punto decida di lasciare la fondazione. Ma Cab e Camera di Commercio avrebbero più di qualche perplessità sui rispettivi ingressi nel secondo livello di governance di Brescia Musei voluto dal sindaco Emilio Del Bono: un consiglio generale e di controllo fatto da membri della Loggia e soci fondatori. Lo statuto, rivisto in qualche punto, era stato approvato dal Comune il 20 novembre. Dopo un incontro tra i consiglieri del Pd e una lista di proposte fatte dall'opposizione, il sindaco aveva preso la penna rossa e cambiato qualche articolo. Oltre al secondo livello di governance, nell'ordine: articolo 5, numero dei membri del consiglio di Brescia Musei. La versione originale, alla lettera: «La composizione può essere aumentata fino a nove membri» (ora sono 7, incluso il presidente). Il numero è stato ridotto: saranno al massimo otto (in questo modo, la Loggia non andrà mai in minoranza). Ancora: all'articolo due, voce «scopi di ordine culturale e museologico», è stata aggiunta la valorizzazione di beni e musei dati in affidamento «e per concessione e conferimento in uso da parte di privati o di enti pubblici». Poi sono stati cambiati l'articolo 3 sulla «composizione del fondo patrimoniale e del fondo di gestione», con specifiche su conti correnti, beni mobili e immobili e i contributi annuali di Comune (per il 2016 ha messo a bilancio 2,5 milioni di euro), soci fondatori e privati, e quelli sui documenti programmatici annuale e pluriennale. Il consiglio di Brescia Musei ha approvato pure queste modifiche: per l'approvazione della concessione a uso gratuito, ci si aggiorna all'8 febbraio.