Annullata la sentenza di confisca, si allontana il rientro in Italia della scultura oggi al Getty Museum L'«Atleta vittorioso» attribuito a Lisippo Si allontana il rientro in Italia dell'Atleta Vittorioso, la statua attribuita allo scultore greco Lisippo, ritrovata nelle acque al largo di Fano nel 1964 e dieci anni dopo esposta presso il Paul Getty Museum di Los Angeles, che ne è il proprietario, dove giunse dopo numerosi «passaggi» internazionali. Nei giorni scorsi, infatti, la Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di confisca dell'Atleta Vittorioso, richiesta da due sentenze della magistratura italiana a partire dal 2010, dopo che già nei mesi scorsi si era pronunciata la Corte costituzionale. Il più alto tribunale italiano aveva ritenute nulle le udienze in camera di consiglio al Tribunale di Pesaro, a causa di «vizi procedurali»: la Consulta, in questo modo, ha dato seguito a orientamenti della Corte europea dei diritti dell'uomo, cui si era rivolto il Getty Museum, che impongono udienze pubbliche in tutte le loro parti processuali. Cosa non avvenuta a Pesaro, almeno per alcune udienze svolte in camera di consiglio. Ora la vicenda è di nuovo nelle mani del giudice delle indagini preliminari di Pesaro, ufficio nel quale nel 2008 era cominciata la battaglia tra Italia e America per il prezioso reperto.
PESARO-L'Atleta di Fano di nuovo in alto mare
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di confisca dell'Atleta Vittorioso, una scultura attribuita allo scultore greco Lisippo, ritrovata nelle acque al largo di Fano nel 1964. La sentenza ha seguito le orientamenti della Corte europea dei diritti dell'uomo, che impongono udienze pubbliche in tutte le parti processuali. La vicenda è ora nelle mani del giudice delle indagini preliminari di Pesaro, che aveva iniziato la battaglia tra Italia e America per il reperto nel 2008. La scultura, che è al Getty Museum di Los Angeles, non rientra più in Italia.
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