Potrebbe presto cadere il veto posto dalla soprindendente alle Belle arti d'Abruzzo, Maria Giulia Picchione, al progetto di restauro dell'ex Banca d'Italia, in via D'Annunzio, e la città avviare finalmente il recupero di un edificio prestigioso per farne un museo. Dopo i no, rifilati in sequenza, al Ponte del Cielo idea fortemente sostenuta dal governatore, Luciano D'Alfonso e alla riqualificazione dello stadio Adriatico, proposta dal Pescara calcio e dalla Lega di serie B, è il ministero dei Beni culturali a intervenire per sollecitare un ripensamento alla soprintendenza regionale, al fine di risolvere positivamente il caso dell'ex Banca d'Italia. Porta la data del 30 dicembre scorso una lettera del direttore generale del ministero dei Beni culturali, Francesco Scoppola, che impartisce direttive alla soprintendenza d'Abruzzo in ordine alla realizzazione di un museo pronto ad accogliere la collezione d'arte Di Persio-Pallotta. A riferire i contenuti del carteggio tra ministero e soprintendenza è il deputato di Sel, Gianni Melilla, che si è dato molto da fare a livello romano e ha firmato interrogazioni al ministro. «Il direttore Scoppola» dice Melilla, che mostra la lettera del direttore generale, «ha chiesto di riesaminare il progetto per arrivare a un'approvazione a condizione». In pratica, Scoppola non ravvisa «motivi ostativi» nella realizzazione del museo. E, al contrario, spiega perché una nuova destinazione del palazzo ex Banca d'Italia «potrà meglio garantirne, anche in futuro, la conservazione». L'invito del direttore generale è che la soprintendenza valuti, e indichi, una soluzione idonea tenendo conto delle seguenti condizioni: lasciare invariate le parti esterne dell'edificio, le falde di copertura del tetto, lo scalone, la sala centrale al piano terra rialzato, la coperta a padiglione e le strutture portanti dell'edificio. Condizioni, peraltro, in parte rispettate dal progetto presentato da Di Persio. «In pratica» osserva il parlamentare di Sel, che si è detto molto soddisfatto della risposta alla sua interpellanza, «il ministero ha raccolto tutte le mie osservazioni, dunque Pescara potrà avere un museo per ospitare la prestigiosa collezione d'arte di Di Persio e Pallotta. Si tratta di una realizzazione che potrà avere grandi e positive ricadute culturali e sul turismo della nostra città». Venceslao Di Persio è titolare di una collezione di dipinti di fine Ottocento che, a questo punto, potrebbe essere donata alla città e trovare ospitalità nella vecchia sede di BankItalia, poi passata alla Caripe. Un edificio acquistato anni fa dall'imprenditore proprio con la volontà dichiarata di allestire un'esposizione permamente dei suoi 200 capolavori di artisti appartenenti al Verismo napoletano e abruzzese. Il progetto Di Persio si era bloccato dopo il diniego della soprintendenza, sfociato in un lungo contenzioso legale. Tra i vari problemi posti, anche il cambio di destinazione d'uso dell'immobile ora destinato esclusivamente a uffici. Questioni che, alla luce del nuovo pronunciamento del ministero, e con il prossimo riesame della soprintendenza, potrebbero essere del tutto rimosse. Tra l'altro, le opere di Di Persio sono fortemente contese. Nei mesi scorsi, si era fatta avanti la Pinacoteca di Ascoli Piceno per rilevare tutti i dipinti dell'imprenditore pescarese.
PESCARA Ex BankItalia, il ministero rilancia l'idea del museo
Il ministero dei Beni culturali ha inviato una lettera al direttore generale della soprintendenza d'Abruzzo, Francesco Scoppola, chiedendo di riesaminare il progetto di restauro dell'ex Banca d'Italia a Pescara, destinato a ospitare la collezione d'arte Di Persio-Pallotta. Il direttore generale, Francesco Scoppola, ha chiesto di lasciare invariate alcune parti dell'edificio, come le falde di copertura del tetto, lo scalone e la sala centrale al piano terra rialzato. Il progetto, che era stato bloccato dopo il diniego della soprintendenza, potrebbe essere finalmente approvato e la collezione d'arte potrebbe essere esposta al pubblico.
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