La centralissima piazza Mazzini è vincolata e dunque quando arriverà il progetto della riqualificato dell'ex albergo diurno chiuso da decenni occorrerà un definitivo via libera della Soprintendenza beni architettonici di Bologna-Modena. A ricordarlo è Emilio Salemme, presidente della consulta ambiente del Comune, un organismo consultivo, che spiega: "Quando, nello scorso dicembre, ho visto che il Comune ha attivato in sondaggio per chiedere ai cittadini quel che avrebbero fatto in piazza Mazzini e nel sottostante ex diurno ho informato la nuova soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi. Ho in sostanza chiesto alla Soprintendenza se ci sono vincoli di tutela vigenti sulla piazza della sinagoga e Paolozzi Strozzi". La risposta della soprintendente ha confermato che i vincoli sono di tre tipologie diverse, due riferite al recente codice per i Beni culturali e del paesaggio del 2004 e il terzo risalente addirittura al 1913. Lo spiega lo stesso Salemme: "Paolozzi Strozzi nella sua risposta spiega che piazza Mazzini è sottoposta a vincolo secondo l'articolo 10 del Codice: in particolare si fa riferimento all'articolo 10, con l'interesse culturale che si estende alla superficie e naturalmente al sottosuolo dove sta l'ex diurno. La sinagoga invece è sotto vincolo dal novembre del 1975 e invece Casa Levi è vincolata addirittura dal 1913. Quest'ultimo pregevole edificio venne infatti salvato nel corso della ristrutturazione dell'ex ghetto ebraico che andò avanti da fine Ottocento ai primi del Novecento". Il Comune dovrà inoltre procedere con la dovuta attenzione in collaborazione con la Soprintendenza anche perché, relativamente all'ex albergo diurno le proposte dei cittadini sul sito del Comune sono molte. Sul link "Che ne senti" di www.gazzettadimodena.it è possibile accedere a una pagina dove spiegare il proprio progetto. Nei giorni scorsi, infatti, sono state ben 140 le persone che hanno chiesto di visitare il luogo.