Tempi duri per gli operatori di telefonia mobile (o, in generale, di servizi di telecomunicazione) che vogliono installare o potenziare impianti nel territorio di Lucca. Sul finire dello scorso anno, infatti, il Comune ha "stoppato" quattro richieste, su indicazioni dell'Arpat. A questo si va ad aggiungere l'invio del documento, anticipato a fine novembre dal Tirreno, che ordina a Tim di sospendere ogni attività per quanto riguarda la contestatissima antenna di via Fonda a Sant'Alessio. Due dei quattro casi riguardano impianti che già sono presenti in centro storico e dei quali veniva chiesta dal gestore una "riconfigurazione". E per entrambi a presentare la richiesta al Comune è stata Ericsson Telecomunicazioni, la società che si occupa di gestire le stazioni di proprietà di H3G. Le antenne in questioni sono quelle piazzata sulla chiesa di San Romano e quella sul tetto di un palazzo di via degli Asili. Il Comune, nell'ordinanza di divieto di prosecuzione dell'attività all'azienda, contesta innanzitutto l'aspetto formale della presentazione della segnalazione di inizio attività. Ma - più nel merito della questione - richiama due pareri arrivati dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Due posizioni fotocopia, una per ognuna delle due richieste: l'Arpat si esprime in modo negativa «sulla parte di valutazione del campo elettromagnetico derivante dalla realizzazione della riconfigurazione». Per i tecnici dell'agenzia, dunque, i modelli di simulazione avrebbero indicato un peggioramento delle condizioni ambientali se la compagnia avesse proseguito con il proprio intervento. Stessa motivazione alla base dei provvedimenti con il quale il Comune ha impedito la prosecuzione dell'attività alla ditte "Linkem Spa", che avrebbe voluto installare due nuove stazioni per consentire l'accesso "wireless" a Internet: una in viale Puccini, l'altra in via della Formica a San Concordio. Anche in questo caso Arpat ha contestato la compatibilità con i limiti di legge delle emissioni elettromagnetiche degli impianti. Oltre a questi quattro provvedimenti, il Comune ha anche portato a termine - almeno per il momento - l'iniziativa nei confronti di Tim per l'antenna innalzata fra le proteste dei residenti in via Fonda a Sant'Alessio. Come avevamo anticipato a fine novembre, palazzo Orsetti aveva dato il via al procedimento per revocare il silenzioassenso alla realizzazione e all'esercizio dell'antenna. Decisivi sono stati il nuovo parere negativo della Soprintendenza (che ha "corretto" quello censurato dal Tar che aveva dato ragione a Tim) e quello dell'Autorità di bacino. Il 7 dicembre dello scorso anno è arrivato, dunque, il provvedimento di annullamento del silenzio-assenso. E poco prima di Natale è arrivato anche l'ordine di cessazione dell'esercizio dell'impianto che - contesta il Comune - avviene «in assenza di titolo abilitativo». Tutti questi provvedimenti potranno essere impugnati di fronte al Tar. Sono comunque significativi di un'attenzione assai elevata sul problema dei ripetitori e delle emissioni elettromagnetiche. Senza dimenticare che, proprio a fine 2015, è stato approvato anche il nuovo piano per le antenne, che "ridisegna" le aree preferenziali per le installazioni, prevedendo anche il riposizionamento di alcuni impianti del centro storico.
LUCCA - Il Comune blocca quattro ripetitori
Il Comune di Lucca ha bloccato diverse richieste di installazione o potenziamento di impianti di telefonia mobile nel territorio comunale. Le richieste sono state presentate da Ericsson Telecomunicazioni, che gestisce le stazioni di proprietà di H3G, e da Linkem Spa, che avrebbe voluto installare due nuove stazioni per consentire l'accesso "wireless" a Internet. Il Comune ha contestato la compatibilità con i limiti di legge delle emissioni elettromagnetiche degli impianti e ha richiesto la sospensione di tutte le attività. L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpat) ha espresso una posizione negativa sulla valutazione del campo elettromagnetico derivante dalla realizzazione delle riconfigurazioni.
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