L'intervento rinviato al 2017, l'impegno di spesa supera i 670 mila euro L'opera è una delle poche testimonianze dell'antica cinta muraria cittadina Slitta ancora il restauro del torrione del Duomo, opera ormai attesa da molti anni nonostante ci sia un concreto pericolo per il manufatto che sorge in riva al Livenza sul retro della chiesa. L'intervento, infatti, è previsto nel piano triennale delle opere pubbliche soltanto per il 2017. La previsione di spesa è di 670.687 euro, sostenuta con avanzo di amministrazione vincolato derivante da contributo regionale. Il torrione è una delle poche testimonianze rimaste dell'antica cinta muraria cittadina. Nel 2015 appena concluso interesse e curiosità hanno, intanto, suscitato i lavori effettuati sulla cuspide del campanile del Duomo che hanno comportato anche per alcune settimane il silenzio delle campane per motivi di sicurezza a seguito della manutenzione straordinaria della torre campanaria. Prevista la ripulitura e il consolidamento della superficie in cotto. C'erano infatti infiltrazioni nella cella campanaria e si vedevano grossi ciuffi di erba sulla parte alta della cuspide. Infiltrazioni d'acqua avevano reso meno stabile anche la pregevole copertura in mattoni in cotto. Per evitare pericolose cadute di materiale si è provveduto alla pulizia dei mattoni. Quelli più degradati, inoltre, sono stati sostituiti e tutti sono stati consolidati. La copertura è stata anche trattata con prodotti per impedire la formazione di infestanti (alghe, muschi e licheni) per proteggerla da infiltrazioni. Con l'occasione è stato consolidato pure lo stato di salute dell'angelo trovato in piena forma. Lavori non nuovi, per altro, quelli effettuati in cima al campanile. Graziana Modolo sul numero natalizio del periodico trimestrale del Duomo cita una nota spese del 1739, conservata nell'archivio parrocchiale, dell'importo di 1 lira e 10 centesimi emessa «per aver cavato talponetti (piccoli pioppi) che andavano crescendo sopra la pigna (cuspide) del campanile». Nel 1630, invece, si dovette intervenire in maniera più radicale «essendo che per li busi che si trovano in detta pigna il campanile patisce molto». Lavori che, a volte, richiedevano delle vere e proprie "imprese" come quella compiuta dal muratore sacilese Giacomo Marigoni ebbe il coraggio «con tre travi di armatura di rimettere nell'anno 1824 l'angelo sopra il campanile caduto dal terremoto del 1812 e rifar parte della cupola». Il campanile sacilese, costruito in muratura con mattoni a vista nel 1568 su disegno di Domenico da Como, è alto 52 metri e termina con una cuspide che sorregge un angelo in bronzo collocato nel 1956 caratteristico per il suo ruotare seguendo la direzione del vento. Il campanile costituisce degno complemento del Duomo di San Nicolò, uno dei più suggestivi edifici sacri del Fvg, edificato tra il 1474 e il 1496.
SACILE-Torrione del Duomo, il restauro slitta ancora
Il torrione del Duomo, una delle poche testimonianze dell'antica cinta muraria cittadina, è in attesa di un intervento di restauro previsto nel piano triennale delle opere pubbliche per il 2017. La previsione di spesa è di 670.687 euro, sostenuta con avanzo di amministrazione vincolato derivante da contributo regionale. Il torrione è stato oggetto di lavori recenti, tra cui la ripulitura e il consolidamento della superficie in cotto, per evitare pericolose cadute di materiale. La copertura in mattoni in cotto è stata trattata con prodotti per impedire la formazione di infestanti.
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