Si pattina anche a Bilbao e Murcia: «Ma noi ora usiamo la moquette» VENEZIA. È dal 1997 che a Bilbao ci fanno i conti col ponte di Santiago Calatrava. E con gli stessi problemi che soffre quello a Venezia. Dopo un numero imprecisato di persone scivolate e cadute, nel 2006 una soluzione l'hanno trovata: foderare il pavimento di vetro con un tappeto. «Una soluzione casalinga - la definisce ridendo Alberto Santana, docente all'università Uned di Vergara nei Paesi Baschi - Non c'è più il pavimento traslucido, che dava la sensazione di camminare sul vuoto, punto forte del design del ponte. Ma era impraticabile». Per non parlare della manutenzione. Il famoso progettista non l'ha mai presa bene. A far precipitare le cose è stato poi il via libera del Comune all'architetto Arata Isozaki di realizzare una passerella che unisse il ponte maledetto, chiamato Zuziburi, con il Paseo de la Torres Isozaki Atea, perché mancava un passaggio sulla sponda sud del fiume Nervion. Apriti cielo. Calatrava lo considerò un doppio affronto. Ne fu così turbato che nel 2007 denunciò il Comune in nome del diritto d'autore e dell'integrità della sua opera, chiedendo i danni morali. In tribunale, la città richiamò invece la superiorità dell'interesse comune. La battaglia legale, durata due anni, finì con il via libera alla passerella ma accordando all'architetto valenciano un indennizzo di 30 mila euro (ne aveva chiesti 3 milioni) che lui donò, ad un'opera pia, la Casa de Misericordia de Bilbao. Il problema è che in ogni città dove Calatrava ha lasciato la firma ci sono state grane. A Murcia (Spagna meridionale), ad esempio. Le mattonelle di vetro della Pasarela sul Rio Segura si rompevano così spesso che era diventato ad un certo punto pericoloso camminarci. Anche qui, la scelta è caduta su 280 metri quadri di tappeto in fibra di pvc, «capace - come si legge nell'atto della giunta del 2012 - di impedire che l'acqua della pioggia si accumuli. Ha il vantaggio che può essere ritirato con facilità e non risulta aggressivo per gli elementi del ponte». Costo: 42 mila euro più Iva. «Calatrava ha idee che sono belle sulla carta - riflette Santana - Ma evita dei punti fondamentali per un architetto: non vede il contesto né ha il senso dei luoghi dove opera, non ha alcuna sensibilità per i dettagli e le soluzioni funzionali». Perché dunque errori così madornali? «Perché Calatrava nel progettare è un paracadutista: lancia il progetto e non è mai lì». Affidare un ponte a Calatrava? Il docente basco ha un paio di consigli: «Pensarci bene prima». E poi: «Obbligarlo a dirigere i lavori, stare lì sul posto. E magari mettere sul contratto alcune clausole di garanzia».