CHIUSA in via Galliera con le porte sbarrate, la chiesa di Santa Maria Maggiore aspetta ancora l'inizio dei lavori, a tre anni e mezzo dal terremoto. E l'aspetta pure il suo parroco, Rino Magnani, che «dalla preoccupazione » per i suoi 2.850 fedeli, ha pure avuto un infarto. «Entro un paio di mesi assicura dovrebbero finalmente cominciare i lavori, stavolta per davvero ». La parrocchia, che va da via Indipendenza a via Marconi e Riva Reno, è il più antico luogo di culto mariano in città. Con il terremoto del 29 maggio 2012 ha riportato danni strutturali pesanti, soprattutto alla navata centrale. I lavori per risistemarla costeranno 657.383 euro, 445mila provenienti da contributi pubblici e 212.383 coperti dall'assicurazione della diocesi che (per fortuna) hanno sottoscritto diverse parrocchie nel bolognese. Magra consolazione visto che la strada per la ricostruzione si preannuncia ancora lunghissima, piena zeppa di burocrazia e in larga parte ancora senza coperture economiche, malgrado via Altabella sia l'unica Curia al mondo ad essere anche proprietaria di un'azienda, come la Faac. Sono in tutto novantaquattro le chiese danneggiate dal sisma censite in provincia. In dieci sono iniziati i cantieri, o stanno per essere assegnati i lavori, in nessuna, comunque, sono terminati. È la fotografia che emerge dal programma delle opere pubbliche della Regione Emilia Romagna, aggiornato a dicembre. La ricostruzione delle parrocchie terremotate, insieme al riassetto territoriale della diocesi, è uno dei capitoli sulla scrivania dell'arcivescovo Matteo Zuppi per il 2016. «A differenza di altre diocesi spiega l'ingegnere Mauro Monti, che si occupa della ricostruzione in viale Aldo Moro quella di Bologna ha scelto di puntare su alcune chiese, invece che procedere per stralci. È stata una scelta coraggiosa, a mio giudizio giusta». Per questo delle novantaquattro censite, solo trentasei sono state inserite nel primo piano regionale del 2013-2014, per un totale di 16 milioni 86mila 727 euro di danni. Di queste (ma la cifra che lievita se invece che i confini della provincia si prendono quelli della diocesi) in dieci i lavori sono in fase di assegnazione, il che a Bologna vale per la chiesa della Santa di via Tagliapietre (lavori stimati per 500mila euro, di cui 300mila euro già finanziati) e per quella di Santa Maria Assunta di Borgo Panigale (lavori per 60.629 euro, di cui 13.775 vengono dall'assicurazione della chiesa). Mentre per altre quindici chiese l'iter è ancora in fase di istruttoria e in sei casi Regione e soprintendenza hanno richiesto ulteriore documentazione. Cinque progetti, infine, ancora non sono stati presentati, tra cui quello della chiesa di San Donato, in via Zamboni 10, che ha riportato danni per 300mila euro. «Al conto chiosa Monti vanno aggiunte le 58 chiese già censite sempre nella provincia di Bologna, per un danneggiamento complessivo di 19,7 milioni di euro al momento non finanziati dal Commissario. Per questi immobili l'arcidiocesi ha comunque messo a disposizione 2,4 milioni di euro, ed è in attesa che vengano ripartite le ulteriori risorse messe a disposizione dal governo con l'ultima finanziaria ». Ma il delegato della Curia per la ricostruzione, don Mirko Corsini, assicura: «Le chiese saranno tutte ricostruite, è solo questione di tempo».