La riscoperta di un Palladio che la città quasi non conosce, il raddoppio degli spazi e delle opere esposte, con la creazione di un'importante sezione dedicata alla pittura del Seicento, oggi quasi assente. La realizzazione di una pinacoteca all'avanguardia, dove il rigoroso rispetto della sua veste monumentale si coniugherà con le esigenze di un moderno museo, con i sottoservizi e gli impianti tecnologici interrati a diversi metri di profondità sotto il cortile palladiano. Saranno tutto questo e altro ancora le nuove Gallerie dell'Accademia pronte per la fine del 2007 e di cui ieri a Venezia a circa cinque mesi dall'inizio dei restauri si è svolta una sorta di celebrazione anticipata, con la presentazione nella Sala del Piovego di Palazzo Ducale, del bel volume che documenta l'intervento (Progettare un museo - Le nuove Gallerie dell'Accademia di Venezia, a cura di Renata Codelio e pubblicato da Electa) e l'inaugurazione, al piano terra del restaurando museo, di una mostra dedicata al progetto. L'importo complessivo dell'appalto per le Grandi Gallerie è di circa 23 milioni di euro ed esso riunisce sia la ristrutturazione complessiva del museo e dell'ex convento della Carità lasciato libero dall'Accademia di Belle Arti sia i nuovi allestimenti previsti per la raccolta che, grazie ai nuovi spazi, dovrebbe arricchirsi di circa 200 opere di grande qualità, da anni conservate nei depositi delle Gallerie e mai esposte. Una parte di esse è già stata fatta rientrare da musei e istituzione del Veneto a cui erano stato prestate proprio per mancanza di spazi, come una grande tela di Sebastiano Ricci, di ritorno dalla Fondazione Cini, che arricchirà la sezione della pittura barocca. La superficie espositiva passerà da quattromila a ottomila metri quadrati consentendo anche di creare una nuova gipsoteca, con i gessi di Canova. Il chiostro di circa mille metri quadri che sorge nel complesso della Carità sarà utilizzato per spettacoli e manifestazioni. La parte storica delle Gallerie non sarà comunque toccata dai lavori e potrà continuare ad essere visitata. Il restauro è già partito con il piano terra, dove è l'attuale aula magna dell'Accademia di Belle Arti, dove saranno ricavati nuovi spazi espositivi, il book-shop e la caffetteria. Queste ultime due aree saranno a disposizione di tutti e non solo dei visitatori del museo, così come il chiostro palladiano, nuovamente fruibile, come la magnifica scala ovoidale. Ieri, a celebrare l'evento, con l'architetto Codello che curerà la parte architettonica dell'intervento c'erano l'architetto Tobia Scarpa che, sulle orme di suo padre Carlo, curerà e integrerà la parte degli allestimenti, il sovrintendente del polo museale veneziano Giovanna Nepi Scirè (padrona di casa in quanto detentri-ce del museo), lo storico dell'architettura Francesco dal Co, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Se il sovrintendente Nepi Scirè ha insistito sulla ricomposizione di una collezione che ora si mostrerà ai visitatori nella sia completezza dai dipinti trecenteschi di Jacobello del Fiore, a quelli ottocenteschi di Francesco Hayez l'architetto Codello, della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, ha invece insistito proprio sull'integrazione tra conservazione e innovazione che caratterizzerà il nuovo museo, il più importante d'Italia per la pittura dopo gli Uffizi. Ma, come ha ricordato Dal Co, «il progetto di ampliamento degli Uffizi è stato affidato a tre obiettori di coscienza in forza alla Soprintendenza che hanno distrutto l'ala vasariana, mentre a Venezia si è scelta un'altra strada, mantenendo l'integrità della sede museale, ma affidandosi anche a grandi architetti come Tobia Scarpa». Quest'ultimo ha spiegato a grandi linee il difficile equilibrio raggiunto nell'intervento tra salvaguardia dell'antico e nuove esigenze degli allestimenti, mentre Cacciari, lodando le nuove Gallerie dell'Accademia, anche come un grande esempio di collaborazione tra istituzioni veneziane, ha lanciato alle Soprintendenze un messaggio. «Ora dobbiamo colla-borare ha detto per il restauro e il recupero della Punta della Dogana, che deve divenire un grande polo del contemporaneo, per quello della Scuola della Misericordia, che è il più bell'edificio rinascimentale della città, e infine per quello dell'Arsenale, che è la grande scommessa di questa Amministrazione anche a fini culturali e espositivi».
E ora l'Accademia restaura raddoppia e riscopre Palladio
La città di Venezia sta per inaugurare le nuove Gallerie dell'Accademia, un museo che raddoppierà gli spazi e le opere esposte. Il progetto, che richiede un budget di circa 23 milioni di euro, prevede la creazione di una pinacoteca all'avanguardia con una sezione dedicata alla pittura del Seicento. La parte storica del museo non sarà toccata dai lavori e potrà continuare ad essere visitata. La mostra inaugurale sarà tenuta nella Sala del Piovego di Palazzo Ducale e sarà presentata un volume che documenta l'intervento. La superficie espositiva passerà da 4.000 a 10.000 metri quadrati, consentendo di creare una nuova gipsoteca con i gessi di Canova.
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