Assessore alla Cultura del Comune di Milano Caro direttore, il successo di «Domenica al Museo» ha generato il sospetto che questo sia dovuto solo alla gratuità e che l'amore per l'arte sbocci solo quando non si paga. E' necessario fare invece una riflessione più approfondita per valutare il valore strategico dell'iniziativa: i dati rilevano che, da quando sono state istituite le domeniche gratuite ai musei, sono cresciuti in maniera sensibile i visitatori anche nelle giornate in cui vige la normale tariffa. La gratuità è un invito a sperimentare l'esperienza della visita al museo, senza alcuna barriera d'accesso. La «Domenica al Museo» rappresenta un'opportunità data a chi, non frequentando abitualmente i luoghi dell'arte, se ne è sempre sentito escluso per ragioni di ordine sociale, culturale, economico. L'emozione di trovarsi di fronte a grandi capolavori, la possibilità di condividere nuovi saperi e conoscenze insieme alla propria famiglia o ai propri amici, creano spesso il desiderio di ripetere questa esperienza. La visita del museo si rivela un piacere e si trasforma in una delle molteplici ritualità sociali dove appare poi quindi normale e comprensibile acquistare un biglietto. Si viene a toccare così un altro punto determinante nel dibattito pubblico sulla gratuità delle «Domeniche al Museo»: alcune voci reclamano la totale gratuità d'accesso a musei e luoghi della cultura. Anche in questo caso si deve meglio approfondire come, proprio in tempi in cui il termine sostenibilità viene declinato come ingrediente essenziale per qualsiasi scelta riguardante il futuro, l'offerta culturale sia sostenibile per la comunità proprio anche grazie ai ricavi delle biglietterie e dei servizi accessori degli istituti museali. Milano è stata la prima città ad aderire con i musei civici all'iniziativa del ministero. L'analisi dei dati conferma l'andamento nazionale: il numero complessivo dei visitatori nel corso dell'anno è cresciuto esponenzialmente, generando un virtuoso incremento dell'introito complessivo dei biglietti venduti. Ma soprattutto si è sperimentato concretamente come queste iniziative abbiano favorito sviluppo e inclusione sociale, offrendo cultura e conoscenza soprattutto a chi ne era sempre stato tenuto ai margini. A partire da questa consapevolezza abbiamo voluto allargare anche al mondo dello spettacolo la buona pratica della «gratuità» come forma di invito, in collaborazione con il sistema dei teatri cittadini e la Fondazione cineteca. Abbiamo rivolto l'attenzione soprattutto ai giovani e ai cittadini di seconda generazione, che, statisticamente, non mettono piede in teatri o sale cinematografiche. Anche in questo caso il prezzo del biglietto viene percepito come una prima barriera di esclusione, rimossa la quale la sperimentazione del piacere che può derivare da un bello spettacolo o da un buon film su schermo produce il desiderio di ripetere l'esperienza e di socializzarla con la propria comunità di riferimento. A questo punto pagare un biglietto, ovviamente se a prezzi abbordabili, non costituisce più un ostacolo. Un'offerta culturale accessibile e sostenibile è elemento imprescindibile di sviluppo se e solo se riesce ad essere inclusiva verso gli strati di società dove finora risulta assente: la vera frontiera delle politiche culturali nell'immediato futuro risiede nelle strategie di stimolo alla domanda di cultura e allargamento del pubblico. Come generare desiderio di bellezza e di sapere in coloro che spesso non hanno neanche mai avuto un'occasione di incontro con l'arte, la musica, il teatro? Le «Domeniche al Museo» rappresentano una risposta efficace, a cui devono seguire altre e nuove iniziative perché il patrimonio cognitivo della nostra comunità cresca grazie al lievito della cultura.