VENEZIA. Gradini di ghiaccio a causa del freddo che rendono impossibile percorrerlo, l'ovovia ferma da maggio perché poco sicura. Il ponte della Costituzione a Venezia è una spina nel fianco anche del sindaco Brugnaro che cerca di correre ai ripari. Da una parte pensa a sostituire il vetro dall'altra a mettere due ascensori ai lati del ponte. «Prima di fare qualsiasi cosa sentiremo però la Corte dei Conti», precisa il sindaco. VENEZIA. E se il ponte della Costituzione avesse gli ascensori alle due estremità per trasportare i disabili e i gradini di vetro fossero sostituiti con delle pedate di pietra? Fantascienza? No, sono solo le ipotesi che si stanno facendo strada a Ca' Farsetti per risolvere i due problemi che, da sempre, sbattono il ponte disegnato dall'architetto Santiago Calatrava in prima pagina: il mancato funzionamento dell'ovovia (e quindi il mancato trasporto di disabili e carrozzine da una parte all'altra del Canal Grande) e l'attraversamento d'inverno quando le temperature si fanno più rigide e il vetro si trasforma in una lastra di ghiaccio che invita (e spinge) più a pattinare che a camminare. E' così da sempre, ma proprio per questo le polemiche non si placano, anzi. Nulla è stato fatto: per i gradini da una parte e per l'ovovia dall'altra, se non spendere ulteriori fondi pubblici senza arrivare a farla funzionare. L'ultima idea che circola a Ca' Farsetti (qualche mese è stata formata una commissione con il compito di trovare una soluzione definitiva) è quella di inserire due ascensori ai lati del ponte evitando che l'ovetto scenda a terra essendo questo uno dei punti maggiormente delicati del dispositivo. Un'idea tutt'altro che percorribile per i costi stimati (poco più di mezzo milione di euro) e per l'opposizione che troverebbe nella Sovrintendenza di Venezia. La soluzione più semplice sarebbe quella di prendere atto dell'impossibilità di far funzionare l'ovovia in sicurezza, ma si aprirebbe una partita infinita con la Corte dei Conti che sta già indagando sul raddoppio dei costi del dispositivo: la spesa prevista era di un milione, adesso la fattura è di due. E l'ovetto è fermo da maggio. Ma del resto risolvere tutti i problemi che ne hanno minato il funzionamento è praticamente impossibile. Anche farne una lista diventa sempre più difficile: dalle batterie che non garantiscono il funzionamento costante agli inclinometri che devono registrare la perfetta orizzontalità del piano, dalle vibrazioni causate dall'eccessiva velocità (?! ci impiega 17 minuti, diciassette, per passare da una riva all'altra) ai problemi di aggancio tra carrello ed elevatore (per questo il Comune vuole mettere un ascensore per raggiungere l'ovovia), fino ai sensori delle porte che le registrano chiuse quando sono aperte o viceversa, facendo scattare l'allarme o l'intervento dei vigili del fuoco. «Ogni decisione deve essere trasparente», precisa il sindaco Luigi Brugnaro, temendo l'intervento a gamba tesa della Corte dei Conti. Vale per l'ovovia (probabile che nelle prossime settimane il Comune faccia un ulteriore tentativo che si andrà ad infrangere nei soliti problemi) e vale per i gradini in vetro che ghiacciandosi creano problemi di stabilità a chi attraversa il ponte. In questi giorni si sono formate vere e proprie lastre di ghiaccio, in realtà succede anche in tutti i ponti di Venezia ma mentre per gli altri basta il sale e la viabilità (e sicurezza) è garantita, su quello di Calatrava, non si può perché il sale rovina le lastre. Vertitas, la società del Comune che si occupa della manutenzione, ha i ipotizzato, guardando alle esperienze di altre città che hanno strutture simili, di coprire i gradini, ma diventerebbe di difficile gestione. Il sindaco ne ha un'altra che risolverebbe definitivamente il problema: «Cambiare il vetro, le difficoltà create dal ghiaccio sono reali. Il sale non si può mettere sulle lastre di vetro, le rovina e anche la soluzione delle passerelle non funziona. Piuttosto andrebbero messe delle striscioline anti-scivolo e lì sopra un'altra protezione contro il ghiaccio, una sorta di moquette spiega Brugnaro . Va fatta una valutazione sui costi e in ogni caso prima di prendere qualsiasi decisione, anche sull'ovovia, chiederemo alla Corte dei conti». Le vicende legali legate alle lungaggini nella realizzazione del ponte della Costituzione, agli errori progettuali e ai costi lievitati fanno sì che l'amministrazione, oggi, sia cauta. Fosse per il sindaco-imprenditore l'ovovia la toglierebbe domani stesso, ma non può farlo. «Intanto stiamo disponendo cartelli per segnalare che il vetro del ponte può essere scivoloso», dice. Lo stanno facendo ironicamente da giorni anche i veneziani sui social network postando foto scattate con gli scii ai piedi, sulla «cima» del ponte della Costituzione. E dire che uno dei problemi verificatosi inizialmente nell'ovovia, era la temperatura eccessivamente elevata durante l'estate: anche 50 gradi, che impediva a chiunque di sopravvivere nell'ovetto-acquario. Tropicale d'estate, polare d'inverno, eppure è solo un ponte.
Corriere della Sera
7 Gennaio 2016
Venezia. Calatrava, gradini ghiacciati. Il sindaco vuole sostituire il vetro
FR
Francesco Bottazzo
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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