A Roma la mostra del fotografo Listri: chiederò al segretario generale di lasciarli a Palazzo Vecchio «La collocazione naturale degli arazzi medicei adesso finalmente riuniti nella mostra in Palazzo Vecchio è Firenze». Massimo Listri, fotografo fiorentino famoso per i suoi ritratti di interni, non ha dubbi: la collezione di opere seicentesche deve rimanere, unita, nella città per la quale è stata pensata. Per questo si proporrà spiega come «ambasciatore» di Firenze a Roma, per sostenere la petizione lanciata dalla Fondazione Angeli del Bello per riunificare i venti arazzi che furono tessuti cinque secoli fa per il salone de' Dugento di Palazzo Vecchio (dove sono eccezionalmente esposti fino al 15 febbraio per la mostra «Il principe dei Sogni») ma che dal 1882 sono divisi a metà tra la città del giglio e la capitale: per volontà dell'allora re di Italia Vittorio Emanuele II dieci sono rimasti a Firenze, altri dieci sono stati portati al Quirinale da Palazzo Pitti dove ernano stati trasferiti per arredare la reggia. Proprio al Quirinale Massimo Listri il 18 febbraio inaugurerà una mostra e presenterà il suo nuovo libro fotografico, che ha come soggetto lo storico palazzo residenza ufficiale del presidente della Repubblica italiana. Al segretario generale della Presidenza Ugo Zampetti, con il quale l'artista fiorentino sta collaborando per l'allestimento della mostra, Listri proporrà l'idea di portare tutti gli arazzi medicei della collezione a Firenze. «Si potrebbe pensare anche a un prestito a lungo termine, rinnovabile, per dieci o vent'anni», ipotizza Listri. La «casa» degli arazzi, sottolinea, è il Salone de' Dugento di Palazzo Vecchio, dove «hanno una bella luce e sono ben visibili», lo stesso salone per i quali furono pensati e realizzati. Insomma, qui le 20 opere che raccontano la storia di Giuseppe Ebreo, furono commissionate da Cosimo I de' Medici, e realizzate dai maestri arazzieri fiamminghi su disegni di Pontormo, Bronzino e Salviati, possono esprime appieno la loro bellezza. Listri sostiene la petizione promossa dal presidente degli Angeli del Bello Giorgio Moretti attraverso il sito della Fondazione (rilanciata anche su quello del Corriere Fiorentino ) e i banchini allestiti dai volontari in tutta la città, per chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di tenere la collezione a Firenze, anche dopo la fine della mostra in corso a Palazzo Vecchio. Le firme raccolte finora sono 1.700: a metà febbraio, in coincidenza con la fine della eccezionale mostra, le sottoscrizioni saranno inviate al Presidente Mattarella con una lettera di accompagnamento. L'idea di riunificare la collezione degli arazzi sarà rilanciata anche da Listri al Quirinale, assicura lui stesso. Il fotografo fiorentino ha raccontato per immagini il palazzo e ora i suoi scatti raccolti in un libro «il Presidente Mattarella vorrebbe portarli in una copia rilegata in pelle a Obama durante il suo prossimo viaggio negli Stati Uniti», racconta Listri. Il volume raffigura la Sala degli Specchi, la cappella Paolina, il portico del Cortile d'Onore, il Salone dei Corazzieri, la Sala Gialla, quella degli Ambasciatori, e gli altri gioielli dell'edificio. «Sono foto di grande prospettiva, auliche, quasi metafisiche», spiega ancora il fotografo. Listri, classe 1953, ha iniziato la sua carriera fotografica giovanissimo, a 17 anni, specializzandosi poi in foto di edifici, interni, ville e grandi architetture, come i palazzi indiani, le tenute toscane, Versailles, i musei Vaticani e quelli fiorentini, le chiese di Napoli. Alcune fotografie del Quirinale, un estratto di quelle contenute nel libro, saranno stampate in grandi dimensioni ed esposte a palazzo a febbraio.