Dove sistemare con adeguatezza la statua che il celebre artista americano Jeff Koons vuole donare a Firenze? Si tratta di quella di Pluto (Plutone e non certo il cane della Disney) and Proserpina, acciaio sfacciatamente dorato che è ancor visibile sull'arengario di Palazzo Vecchio. A questo punto il primo pensiero è: «Mi piace» oppure: «È un orrore», oppure ancora: «Che ci fa lì accanto al David ?». E per i fiorentini, grandi cultori del dissenso, si aprirebbe, come già è stato fatto, una grande prateria di polemiche. Ma qui non è questo il caso, né l'obiettivo. Stabiliamo che Firenze accetti il dono, a differenza del disprezzo amministrativo che affondò il dono di Gregg Wyatt, noto artista di New York, intitolato Two Rivers , monumentale statua in bronzo, anche quella presente alle falde di Palazzo Vecchio anche se sul lato meno nobile: oggi è in piazza dei Miracoli a Pisa. E in effetti pare che il dono sia gradito. Quindi il punto è: dove si mette? Ogni volta nasce questo problema. Basti ricordare il peregrinare del San Giovanni del toscanissimo Giuliano Vangi, che ora fa da spartitraffico tra via dei Bardi e lungarno Torrigiani. Ricordiamo le controversie per le riproduzioni dei due soldati di terracotta dell'esercito di Quin, dono della città di Ningbo, che hanno dovuto patire per trovare finalmente casa a Villa Vogel. Senza dimenticare, andiamo indietro nel tempo, le polemiche su un altro dono (anche se c'era da pagare la fusione) dello scultore Henry Moore, statua in bronzo intitolata Il guerriero . E che dire delle questioni sorte per sistemare le statue di Folon (ora al Giardino delle Rose) donate dai Lions? Perché questi ricordi? Appunto per affrontare in modo completo un dilemma ripetitivo. Varie soluzioni sono state suggerite per collocare l'opera di Koons, ma una appare particolarmente calzante, lo spazio davanti al nuovo Teatro dell'Opera, dove già campeggiano i bei cavalli rossi dello scenografo Pierluigi Pizzi. Domanda: perché non fare di quello spazio, o di una sua parte, un museo permanente all'aperto delle opere contemporanee degne, che grandi maestri del nostro tempo vogliono lasciare a Firenze? Anzi si potrebbe chiedere anche un dono a città gemelle o alle sorelle toscane. Un luogo di unità e diversità dell'arte di oggi. Un luogo prestigioso senza la perenne angoscia di «inquinare» il Medioevo, o il Rinascimento o anche i secoli successivi. Si creerebbe un piccolo parco monumentale che rappresenterebbe una attrattiva in più, ma diversa, rispetto alle incredibili bellezze della città. Non va bene quello spazio? Allora se ne trovi un altro, adeguato, degno per accogliere le opere di chi ama Firenze e che da questa vorrebbe essere soltanto un po' ricordato.
Firenze. Koons nel parco dell'arte (al Teatro dell'Opera)
Il celebre artista americano Jeff Koons vuole donare a Firenze la sua statua "Plutone e Proserpina", un'opera in acciaio dorato. La statua è già visibile sull'arengario di Palazzo Vecchio. I fiorentini sono divisi sul dono, ma pare che la città accetti il dono. Il problema è trovare un posto adatto per collocare la statua. Sono state suggerite diverse soluzioni, tra cui il nuovo Teatro dell'Opera, dove già campeggiano i cavalli rossi dello scenografo Pierluigi Pizzi. Un'altra soluzione potrebbe essere creare un museo permanente all'aperto delle opere contemporanee degne, che grandi maestri del nostro tempo vogliono lasciare a Firenze.
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