NOVE MILIONI e 100mila euro destinati a sostenere nove interventi per la tutela del patrimonio culturale in Puglia. A destinarli, all'interno del più ampio programma triennale degli investimenti per il patrimonio, è stato il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini che ha così ufficializzato ieri l'approvazione del piano dei progetti messi in cantiere. «Si tratta di un investimento di 300 milioni di euro per 241 interventi in tutta Italia ha dichiarato il ministro Franceschini - che conferma quanto la cultura sia tornata al centro della politica nazionale. Dall'arte all'archeologia, dalle biblioteche agli archivi, dai musei alle eccellenze del restauro, non c'è settore dei beni culturali che non stia ricevendo un impulso significativo in termini economici e politici da questo governo ». E che non si tratti di retorica lo testimonia in particolar modo proprio il caso della Puglia, la regione del Mezzogiorno a beneficiare del maggior numero di risorse. Non si parla d'accordo di cifre astronomiche, ma di fondi aggiuntive al tesoro, quello sì, di circa 360 milioni del Pon Cultura destinati agli interventi tutela proprio nelle regioni del Sud. Nel caso di specie della Puglia, poi, spicca fra tutti quel milione di euro destinati, anticipa il Ministero, agli «interventi urgenti di protezione e conservazione delle impronte di dinosauro e della paleosuperficie della cava Pontrelli di Altamura ». Urgenti perché, ad oggi, dal 1999, anno della scoperta di questo straordinario giacimento di circa 30mila orme di dinosauro nella Murgia, nulla era stato fatto per la loro salvaguardia. Non nasconde la sua soddisfazione, in tal senso, Luigi La Rocca, soprintendente Archeologo della Puglia, che premette: «Si tratta di un primo passo importante verso un progetto di valorizzazione dello staordinario giacimento geopaleontologico di Altamura che, scoperto all'intermo cava privata Ponterlli, attendeva da tempo le necessarie azioni di conservazione e monitoraggio dello stato di degrado delle impronte. È un intervento teso a fermare il degrado e contemporaneamente ad avviare un lavoro di studio e mappatura delle orme che, dal loro ritrovamento ad oggi, non state mai completamente rilevate né analizzate come si sarebbe dovuto ». E se qui, sottolinea La Rocca fondamentale è stato l'interessamento alla vicenda del direttore generale per l'Archeologia, Gino Famiglietti, «questo intervento avviene indipendentemente dall'acquisizione dell'area, ma è propedeutico a un più ampio progetto teso alla fruizione del sito che va di pari passo con l'annessione al patrimonio pubblico della cava da parte del Comune di altamura, operazione che sta avvenendo peraltro d'inteso con il ministero dei Beni culturali». A Bari, invece, un milione e 200mila euro risultano destinati all'area archeologica di San Pietro, all'interno del nascente polo museale di Santa Scolastica. «Con questi fondi - spiega La Rocca - si completerà l'indagine archeologica nell'area di San Pietro procedendo alla stesso tempo alla sua sistemazione definitiva ai fini della piena fruzione pubblica e affinché sia completamente integrata nel percorso di visita del museo archeologico destinato ad aprire i battenti ragionevolmente fra pochi mesi». Non meno significativo, tuttavia, appare il tesoretto di un milione e 500mila euro destinato al museo archeologico Jatta di Ruvo, come sottolinea Fabrizio Vona, direttore del Polo museale della Puglia: «In agenda c'è un restyling generale con l'obiettivo di lasciarlo com'è, ovvero togliendo ogni aggiunta incongrua che è avvenuta nel corso del tempo. Deve essere a quello che è: l'unico museo archeologico d'Italia intatto nel suo allestimento ottocentesco (1842, ndr). In questo senso, ci sarà anche una sala in più per introdurre alla tipicità e alla storia del museo Jatta». E se, nell'ottica del risparmio energetico, le risorse stanziate ieri interesseranno anche l'installazione del fotovoltaco nei musei di Altamura e Gioia, interventi di manutenzione interesseranno anche la biblioteca nazionale di Bari e l'Archivio di Stato di Bari. Più squisitamente infine destinati alla conservazione e al restauro i 4 milioni e 500 mila euro per il conventi della Pietà di Lucera e della chiesa di San Giovanni Evangelista a Lecce.