Aperta per l'Expo, la Casa degli Atellani e il suo giardino sono visitabili fino al 31 marzo Un gioiello nascosto nel cuore della città, un giardino segreto, un episodio della vita di Leonardo a Milano. Che, come spesso accade, cela tesori invisibili dietro facciate e cancelli. Siamo in corso Magenta 65, alla Casa degli Atellani, famiglia di cortigiani di Ludovico il Moro Sforza che abitarono qui tra '400 e '700: l'ultimo edificio civile rinascimentale rimasto in questa zona e ancora ben conservato, di fronte a Santa Maria delle Grazie, dove Ludovico aveva progettato un quartiere residenziale per i suoi fedelissimi. In origine erano due le case antiche: sono riunite in un'unica splendida dimora tra 1919 e 1922, quando gli edifici vengono acquistati dall'imprenditore Ettore Conti, storico presidente di Confindustria e Agip, per farne la propria residenza. Il restauro è affidato al genero di Conti, il geniale progettista Piero Portaluppi: sua l'idea di unificare i due cortili porticati e le due costruzioni, arricchendo interni ed esterni con reperti, sculture e affreschi ritrovati durante i lavori. Negli stessi anni l'architetto Luca Beltrami, gran conoscitore di Leonardo da Vinci, trova l'ubicazione della vigna che il Moro aveva donato all'artista nel 1498 in quest'area: si trova proprio in fondo al giardino della Casa degli Atellani, verso via De Grassi. Poi la Seconda Guerra e le sue distruzioni coprono tutto di macerie e di oblio. Fino al 2014. Quando in occasione di Expo si ricercano e ritrovano le tracce della vigna, molto amata dal maestro, e si decide di ripristinarla nei vitigni originali, identificati in Malvasia di Candia, con gli esperti dell'Università di Scienze Agrarie di Milano. Ma non basta: in concomitanza la Fondazione Portaluppi e gli attuali proprietari del complesso aprono le porte ai visitatori, permettendo di ammirare le due corti, alcuni ambienti interni (uno affrescato da Bernardino Luini e dagli allievi della sua scuola) e il giardino, con la vigna filologicamente recuperata. Un percorso a tappe di grande suggestione, denominato per l'occasione «Museo della Vigna di Leonardo», da seguire con l'accompagnamento di un' audioguida. L'iniziativa avrebbe dovuto concludersi con la fine di Expo, ma il grande successo di pubblico registrato ha convinto a proseguire l'esperimento mantenendo l'apertura fino al 31 marzo e non è escluso che si protragga anche oltre quella data. Nell'incertezza, però, meglio non perdere l'occasione e approfittare di visitarla finché è possibile.