Pagavano 3 euro al giorno, ora sono a 9 ma la revisione è prevista nel bilancio 2016 Una cifra «irrisoria». È quella pagata fino a poco tempo fa dai camion bar per sostare nelle aree monumentali di Roma: circa 3 euro al giorno, 92,92 euro al mese per vendere bibite, sorbetti e dolciumi. Gli urtisti (venditori ambulanti di oggettistica per lo più di natura religiosa) invece, che tuttora protestano e si rifiutano di traslocare in via di San Gregorio, dove hanno avuto assegnate una quarantina di postazioni, pagavano 25,56 euro al mese. Così alla fine per le casse dell'amministrazione capitolina l'incasso totale - in questo caso solo per i camion bar - era di 76.937,76 euro l'anno. Pochissimo per guadagni tutt'altro che irrisori e per i prezzi mediamente praticati nei confronti dei turisti. Ed è una vicenda economica che ancora si trascina. Oggi, infatti, i titolari di camion bar pagano una cifra poco più alta: così alla fine potrebbe essere il Commissario Francesco Paolo Tronca, nell'approvare il prossimo Bilancio (in lui sono i poteri sia della Giunta che dell'aula Giulio Cesare) a stabilire tariffe adeguate alle localizzazioni che tuttora sono in vigore, alcune importanti come la Bocca della Verità, il Circo Massimo o Fontana di Trevi, e ai relativi introiti. Anche perché una delibera con revisione della Cosap era già in fase di preparazione come propedeutica al Bilancio del 2016. «La Giunta due anni fa aveva proposto un aumento di dieci volte la cifra di partenza - ricorda Marta Leonori l'ex assessore alle Attività Produttive - ma alla fine gli aumenti passati in Assemblea Capitolina sono stati di 3 volte e mezzo per la rotazione dei camion bar più numerosi e centrali, 50 operatori, e di tre volte per gli altri 19 operatori: gli importi mensili solo così passati a 325,41 euro e a 278,93 euro. E l'incasso annuale del 2014 è arrivato a 258.842,04 euro». Importi che continuano ad essere ridicoli; quanto agli urtisti per postazioni di tutto rispetto si è arrivati solo a 79,69 euro al mese. E cifre al di sotto della realtà commerciale di Roma. Ma in ogni caso «i nuovi canoni appaiono più in linea con il valore economico oggetto di concessione - spiega Marta Leonori - al punto che il Tar ci ha dato ragione, sia per quanto riguarda il provvedimento di ricollocazione di camion bar e urtisti sia per le tariffe: era un problema che si dibatteva da anni, i passi in avanti sono stati fatti». Ed in effetti nella sentenza del Tar è scritto chiaramente: «I canoni precedenti erano obiettivamente irrisori e, probabilmente, fonte anche di responsabilità amministrative, mentre i nuovi canoni appaiono più in linea con il valore economico delle aree oggetto di concessione». Non solo. Secondo i giudici del tribunale amministrativo «l'aumento non è contradditorio rispetto alle intenzioni dell'Amministrazione di ridurre l'occupazione delle aree di maggiore pregio della città». Tanto più che nessuno li obbliga a vendere solo prodotti da turisti.