L'appalto da due milioni vinto dalla ditta Fracassa ma prima di avviare i lavori bisogna rivedere il progetto TERAMO. Sarà un'impresa teramana a restaurare il castello Della Monica. Ad aggiudicarsi la gara d'appalto indetta dal Comune è stata la ditta di Rinaldo Fracassa che ha presentato l'offerta ritenuta più vantaggiosa tra quelle depositate. L'incarico ottenuto dalla società appaltatrice riguarda sia la progettazione esecutiva dell'opera, che dovrà essere uniformata a prescrizioni dettate dalla Soprintendenza regionale ai beni architettonici, sia la realizzazione dell'intervento. Questo prevede il consolidamento strutturale del castello, già in parte realizzato anni fa con un primo blocco di lavori che hanno interessato il tetto, l'esterno e il piano terra, la messa in sicurezza degli impianti elettrico e termico, il recupero delle decorazioni interne tra le quali spiccano affreschi, fregi alle pareti e intonaci dipinti, nonché la sistemazione dell'ampio giardino. Per questi lavori sono a disposizione 2,1 milioni di euro stanziati dalla Regione per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale abruzzese. La somma è arrivata nelle casse comunali seguendo un percorso accidentato. Era stata stanziata a fine mandato dalla giunta regionale guidata da Gianni Chiodi, ma subito dopo le elezioni di un anno e mezzo fa venne congelata dalla nuova amministrazione del presidente Luciano D'Alfonso. Il rischio di cancellazione definitiva dello stanziamento ha creato allarme in Comune scatenando le proteste da parte del sindaco Maurizio Brucchi che però, com'era stato garantito dal governatore, ha riottenuto la somma in questione. Affidato l'appalto non resta che aspettare l'avvio della riqualificazione. «Prima bisogna chiudere la fase della revisione progettuale», spiega l'assessore ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo, «ma prima dell'estate il cantiere sarà aperto». La fase esecutiva dell'opera viaggerà di pari passo con le valutazioni sul riutilizzo del castello. L'idea di riferimento è quella indicata dal noto critico d'arte Philippe Daverio di farne un "museo della fantasia". «Così sarà una struttura unica nel suo genere al livello nazionale», osserva Brucchi, «e diventerà un volano per il turismo».