Sperare che per la cultura il 2016 possa essere per Napoli e la Campania migliore del 2015 potrebbe essere facile e scontato. Ma, in assenza di idee chiare e di progetti precisi, diventa illusione o pura utopia. E allora limitiamoci a indicare una prima cose da fare, con l'intesa e la collaborazione di tutte le istituzioni locali, per un incremento reale e non occasionale del turismo. Come, a esempio, la realizzazione di una rete di itinerari tematici che colleghino in unità e continuità le ex residenze borboniche (da Caserta a Capodimonte, da San Leucio e Carditello ai palazzi reali di Napoli e di Portici), i castelli (da Baia a Sant'Elmo, da Castel dell'Ovo a Montesarchio e Teggiano), le antiche badie e certose (da San Martino a Padula, da Capri a Cava dei Tirreni e Mercogliano), i siti archeologici (dai Campi Flegrei a Ercolano, Pompei e Pestum, passando obbligatoriamente per l'Archeologico e la Napoli greco-romana). Certo, ci sarebbe anche l'itinerario delle ville vesuviane, ma, visto lo stato di esteso degrado in cui versano, meglio lasciar stare. Naturalmente perché questi itinerari si possano concretamente realizzare, sono necessari sistemi di collegamento e di accoglienza adeguati, insieme a un'efficace promozione internazionale. Soprattutto, quello che più si vorrebbe realizzato in breve e con poco, è che i grandi come i piccoli musei del territorio campano possano essere concretamente restituiti a tutti noi, aperti al pubblico non solo in parte e non necessariamente di sera o di notte, per farne indispensabili luoghi di conoscenza, di recupero della nostra identità civile e culturale, di nuove intese sociali. Non sarà facile, ma dobbiamo tutti impegnarci, vincendo la congenita ignavia di noi napoletani, per superare le difficoltà gestionali procurate dalla riforma Franceschini, le ormai croniche carenze di personale e risorse finanziarie, la poca intesa fra le istituzioni locali e l'insufficiente collaborazione del privato. Soprattutto dobbiamo evitare di farci condizionare o fuorviare dai demagogici proclami e dalle tante chiacchiere di una campagna elettorale già in corso.
Napoli. Cultura, una rete dei siti e promozione all'estero
Il testo esorta a non limitarsi a sperare che il 2016 possa essere il miglior anno per la cultura della Campania, ma a lavorare per realizzare progetti concreti. Si propone la realizzazione di una rete di itinerari tematici che collegano le esistenze borboniche, i castelli, le antiche badie e certose, i siti archeologici e i musei. È necessario un sistema di collegamento e accoglienza adeguato, insieme a una promozione internazionale efficace. Inoltre, si richiede l'apertura dei musei al pubblico, non solo di sera o di notte, per farne luoghi di conoscenza e recupero della identità civile e culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo