Trasformare un inconveniente in opportunità: in Valle Camonica si può. L'assenza di neve permette di vedere i luoghi della Guerra Bianca. Trasformare un inconveniente in un'opportunità: in Alta Valle Camonica è possibile. La neve che manca permette infatti di visitare come fosse estate alcuni dei più grandiosi teatri della Guerra Bianca. In questo insolito inverno senza precipitazioni luoghi remoti, normalmente riservati agli scialpinisti, sono alla portata di ogni modesto escursionista e l'atmosfera limpidissima aggiunge ai panorami un nuovo fascino. Basta scegliere un versante al sole, seguire una delle comode mulattiere alpine e in una-due ore ci si ritrova nel bel mezzo di trincee, caserme, fortificazioni, camminamenti. Una meta d'obbligo, un vero e proprio must della guerra in quota, è la «muraglia camuna», una linea arretrata del sistema difensivo del nostro esercito, che non venne mai toccata dai combattimenti e proprio per questo ha conservato perfettamente intatte le sue strutture. La salita a Malga Privisgai si compie partendo dalla Val Cané, raggiungibile con una comoda carrozzabile da Vione. Nel bosco sono frequenti gli incontri con cervi e caprioli. Dalla malga, dove merita un'occhiata il complesso dei camminamenti sotterranei recentemente recuperato, in un'ora su terreno aperto, con meravigliosi colpi d'occhi sull'imponente parete nord dell'Adamello, si giunge alla Bocchetta di Val Massa. Qui si è attesi dallo spettacolo straordinario di una piccola muraglia cinese alpina: trincee e camminamenti realizzati fuori terra si inerpicano per circa un chilometro, esibendo le belle pietre squadrate a secco, che hanno mirabilmente resistito al tempo. In uno dei più aspri teatri di guerra conduce invece l'escursione al rifugio Bozzi. Si parte dalle Case di Viso, sopra Pezzo, e si segue la bella strada alpina, che in un'ora e mezza porta al rifugio. Tutto intorno si stendono trincee, caserme, camminamenti, postazioni. Un sentiero che traversa in quota permette di accedere alla zona dell'incombente Torrione d'Albiolo, dove si svolsero sanguinosi combattimenti, ma in questo tratto più esposto si rischia di incontrare un po' di neve e qualche placca di ghiaccio. Una mezza giornata va dedicata alla salita al Passo Presena con la nuovissima telecabina che parta dal Passo Paradiso (accesso dal passo del Tonale). Dall'aerea stazione a monte la vista sulle vedrette del Mandrone e della Lobbia, sul Pian di Neve e sulle vette più alte dell'Adamello è vastissima. Il panorama arido di questo strano inverno caldo e soleggiato è tragicamente beffardo se solo si pensa che gli anni di guerra furono fra i più nevosi del XX secolo. I soldati morirono per la fatica, le bufere, il freddo, le slavine fra queste stesse montagne, che ora si levano insolitamente spelate contro il cielo di un implacabile blu. In questa situazione riesce difficile capire che nella Guerra Bianca i nemici più temibili non furono soltanto i soldati avversari, ma la severità dei luoghi e la durezza del clima. Solo nella famigerata notte di Santa Lucia del 1916 un improvviso rialzo delle temperature dopo ingenti nevicate procurò centinaia di morti su entrambi le linee. Chi voglia farsi un'idea più precisa della grande guerra in quota non potrà che concludere in fondovalle le sue esplorazioni in montagna con la visita del Museo della Guerra Bianca di Temù. Nato nel 1974, rinnovato nel 2011 con l'apertura della nuova sede, è visitabile in questa stagione tra le 15 e le 18 di ogni giorno. Il museo non ha molti confronti su tutto l'arco alpino e offre centinaia di reperti bellici raccolti in alta montagna, in alcuni casi ambientati in fedeli ricostruzioni di luoghi, situazioni, manufatti. Bastano pochi numeri per capire l'importanza del patrimonio esposto: 220 tipi di proiettili di artiglieria, 3 cannoni, 3 mitragliatrici, 15 slitte, in complesso 1600 oggetti, di cui alcuni, come la Baracca Damioli e la teleferica, unici al mondo.
Val Camonica. Senza neve si scopre il tour delle trincee
In Alta Valle Camonica, l'assenza di neve permette di visitare luoghi della Guerra Bianca come se fosse estate. I teatri della guerra, normalmente riservati agli scialpinisti, sono alla portata di ogni modesto escursionista. La salita a Malga Privisgai si compie partendo dalla Val Cané e raggiungendo la Bocchetta di Val Massa, dove si può ammirare una piccola muraglia cinese alpina. L'escursione al rifugio Bozzi si parte dalle Case di Viso e si segue la strada alpina per raggiungere il rifugio in un'ora e mezza. La salita al Passo Presena con la nuovissima telecabina è un'esperienza unica.
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