Arrivare a una parola definitiva su uno dei cantieri più controversi d'Italia, quello della teca progettata da Richard Meier intorno al monumento dell'Ara Pacis a Roma, senza considerarlo un intervento isolato, come piovuto sul tessuto urbano di Roma. Considerarlo invece parte integrante di piazza Augusto Imperatore e quindi ideare una sistemazione globale dell'area includendo il restauro del mausoleo augusteo e i resti del Porto di Ripetta. In altri termini, l'intervento dovrà essere in armonia con la piazza e con le facciate delle chiese di San Rocco e di San Girolamo dei Croati. A questo obiettivo mira la commissione sull'Ara Pacis del ministero per i Beni e le attività culturali e del Comune che ieri ha dato il via alla propria attività con un sopralluogo e ha nominato il presidente del gruppo: è il membro più anziano, Leonardo Benevolo, professore emerito, già docente di architettura in atenei italiani e a Vale, La commissione compirà un secondo sopralluogo il 15 aprile e 11 dovrà decidere il calendario dei lavori. Il tutto dovrebbe imprimere un abbrivio a una discussione altrimenti infinita. La scadenza dei lavori del museo di Meier, rinviata e ultimamente fissata all'aprile del 2004, è già in forse. Raccogliendo un esposto dell'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, la Corte dei Conti ha aperto un'inchiesta nei confronti del Comune capitolino per appurare eventuali danni all'erario provocati proprio dai rinvii. Dietro le quinte si ammette che, con tante discussioni e imprevisti, concludere l'intervento di Meier entro un anno non è cosa certa. L'accordo tra ministero e Comune per questa commissione ha peraltro stabilito che il progetto dell'architetto nordamericano subirà delle modifiche. Roberto Di Paola è soprintendente per i beni architettonici e il paesaggio di Roma. La sua posizione rappresenta il ministero, informano dagli uffici del ministro Giuliano Urbani «Abbiamo passato in rassegna tutti i problemi, ancora non li abbiamo affrontati», afferma. Tra i temi più scottanti Di Paola indica l'appalto della zona antistante il cantiere, che da verso via Tomacelli, e il rapporto con i resti del porto romano di Ripetta. «Il perno della questione, rimane il mausoleo d'Augusto - chiarisce il soprintendente - la commissione per ora non ha posto paletti, anzi ha deciso di andare avanti senza pregiudizi». Il destino della sorta di obelisco previsto da Meier davanti alle due chiese pare segnato: salvo imprevisti, non si farà. Quanto all'indagine della Corte dei Conti, non rischia di allungare i tempi? «Non ho notizie sull'inchiesta. Spero solo che questa misura, che è di garanzia, non impedisca un aggiornamento del progetto» risponde Di Paola. Gennaro Farina, direttore dell'ufficio della città storica, rappresenta il Comune con il soprintendente ai beni culturali dell'amministrazione capitolina Eugenio La Rocca: «II tema - dichiara - non è solo la teca di Meier, è urbanistico, riguarda tutta la piazza, il raccordo tra il museo dell'Ara Pacis e l'area, tra il monumento augusteo e la riqualificazione globale». Certo, riconosce, «più si discute, più varianti e modifiche si faranno», più tempo occorrerà per pronunciare la parola fine. «Ma l'avvio è stato molto costruttivo», commenta fiducioso.
Ara Pacis o fabbrica di San Pietro?
La commissione sull'Ara Pacis, composta dal ministero per i Beni e le attività culturali e dal Comune, ha iniziato la propria attività con un sopralluogo e ha nominato il presidente del gruppo, Leonardo Benevolo. La commissione dovrà decidere il calendario dei lavori e ideare una sistemazione globale dell'area, inclusa la restituzione del mausoleo augusteo e i resti del Porto di Ripetta. Il progetto dell'architetto Richard Meier è stato modificato e il destino della sorta di obelisco previsto da Meier davanti alle due chiese è segnato. La Corte dei Conti ha aperto un'inchiesta per appurare eventuali danni all'erario provocati dai rinvii del progetto.
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