Il Comune: realtà di rilevanza regionale, sarà imperniata sul lavoro alla scoperta di mulini e rogge CIVIDALE. Annunciato da Balloch in campagna elettorale, il progetto dell'ecomuseo muove i primi passi. La giunta cividalese ha disposto di avviare l'iter, programmando la verifica di quali siano elementi e luoghi da porre al centro del piano; si dovrà sondare anche l'attenzione al disegno dei soggetti interessati a sostenere la creazione della nuova realtà, che avrebbe rilevanza regionale (che garantirebbe specifici contributi). «L'itinerario annunciano Balloch e la vice Daniela Bernardi sarà imperniato sul lavoro: un viaggio alla scoperta di mulini e rogge, ma pure della Farie Geretti e della casetta medievale di borgo Brossana». Il percorso che si collega, evidenzia Balloch, alla progettualità dell'urban trekking, ideata e varata negli anni scorsi , può considerarsi avviato. Sempre in ambito di promozione turistica, i limiti derivanti dalle attività di ristrutturazione in corso nel monastero di Santa Maria in Valle hanno suggerito all'esecutivo la definizione di una serie di opzioni di visita alternative, che impreziosiscono l'offerta cittadina. «Dall'inizio di gennaio a fine febbraio premette Bernardi il tempietto longobardo sarà inaccessibile in ragione delle opere da eseguire sulla copertura, che va rifatta per eliminare il grave problema delle infiltrazioni. Non era immaginabile precludere il bene alla vista dei turisti per un periodo così lungo: abbiamo di conseguenza messo a punto una proposta particolare, che certamente lascerà soddisfatti i visitatori. In via del tutto eccezionale sarà consentito l'accesso al piano superiore del monastero, quello su cui si affacciano le celle delle monache: da lì, attraverso un finestrone, turisti e cividalesi potranno godere di un inedito, splendido sguardo sull'oratorio di Santa Maria in Valle e soprattutto sulle sue celebri sante in gesso. Abbiamo inoltre programmato una serie di visite guidate, con cadenza ogni mezz'ora, alle murature esterne del tempietto, che custodiscono all'interno di nicchie antichi affreschi». Non solo: il pubblico potrà anche accedere al coro settecentesco della chiesa di San Giovanni, che offre una suggestiva prospettiva sul luogo di culto, e beneficiare dell'ampliamento della mostra "Preziosi ritorni in monastero", arricchitasi di vari beni appartenuti proprio a Santa Maria in Valle, ma oggi conservati al Museo archeologico nazionale cittadino. (l.a.)