Presidenza al sindaco Balloch con un anno di anticipo e durata doppia fino al 2018. Un milione di fondi e sette città in rete, comprese Spoleto, Brescia e Benevento CIVIDALE. A quattro anni e mezzo di distanza dal conseguimento del titolo Unesco, ma a sei, ormai, dalla nascita dell'Associazione Italia Langobardorum, incaricata di tenere le redini del sito seriale che nel tempietto longobardo di Cividale ha il proprio fulcro, la presidenza del sodalizio torna nella città ducale (che aveva aperto la serie con l'allora sindaco Attilio Vuga), e con due novità significative. La prima è di carattere cronologico: il ritorno a "casa" della reggenza del circuito è avvenuto, infatti, con dodici mesi d'anticipo rispetto alle previsioni. L'incarico era destinato, in realtà, a un rappresentante delle ultime due località della rete, Castelseprio-Gornate Olona, che hanno tuttavia preferito passare la mano. Il cerchio si è, dunque, chiuso e il principio della rotazione ha riportato il testimone a Cividale, appunto. Lo ha raccolto il sindaco Stefano Balloch il quale però - ed eccoci cosí al secondo cambiamento rispetto agli assetti consolidati - proprio in ragione dell'anticipazione rivestirà il ruolo di presidente per un biennio. E non si tratterà di esperienza una tantum, quando piuttosto dell'avvio di un rinnovato cadenzamento: «Abbiamo approfittato dell'occasione contingente - spiega il primo cittadino - per pianificare una modifica nell'ordinamento dell'Associazione Italia Langobardorum. Già da tempo, infatti, si era constatato che un anno di presidenza non era lasso temporale sufficiente per definire e attuare progettualità di un certo respiro: di qui la decisione di programmare, da oggi in avanti, mandati biennali». Sede centrale del sodalizio rimane Spoleto («circostanza di cui siamo piú che lieti», commenta Balloch, ricordando l'ormai rodata collaborazione fra Mittelfest e il celebre festival della città umbra e facendo intendere che dalla stabilità di contatti con la stessa Cividale non potrà che trarre benefici), ma il core business, chiamiamolo cosí, dell'associazione si esplica a Roma, dove con cadenza bimestrale si tengono i consigli d'amministrazione. E nell'agenda del sindaco Balloch si inserisce fin d'ora un evento di particolare rilievo: «Nel mese di febbraio - anticipa - l'Associazione parteciperà, per la prima volta, alla manifestazione Tourisma, a Firenze. Si tratta del format fieristico di maggior traino, attualmente, su scala nazionale. Abbiamo affittato una sala e proporremo quattro appuntamenti di spessore, imperniati sull'abbinata archeologia-turismo». Buone notizie, intanto, arrivano sul fronte contributi: Italia Langobardorum ha chiuso il 2015 conquistando un finanziamento di 250 mila euro, erogato dal Mibact per il progetto "A tavola con re Rotari. Cultura e alimentazione dei Longobardi come paradigma per l'integrazione di popoli". Salgono a quota un milione, cosí, i fondi conseguiti finora dalla realtà associativa, che non solo ha vinto tutti e quattro i bandi cui ha partecipato, ma ha anche puntualmente riportato il massimo del punteggio assicurandosi, di conseguenza, la maggior posta a disposizione. A beneficiare delle risorse ministeriali sono stati, negli anni scorsi, programmi rivolti soprattutto al mondo della scuola, fra cui quello di visite d'istruzione nelle sette località della rete longobarda (oltre a Cividale e a Spoleto Brescia, Benevento, Monte Sant'Angelo, Campello sul Clitunno e, come detto sopra, Castelseprio-Gornate Olona) e un piano mirato alla realizzazione di una serie di documentari. Varata, inoltre, un'app multimediale. «Siamo davvero soddisfatti - commenta Stefano Balloch - del successo raccolto dalle nostre progettualità di rete. Avere riscontri cosí importanti in ciascuno dei bandi cui abbiamo concorso, dall'iscrizione del sito seriale nella World Heritage List dell'Unesco a oggi, non era affatto cosa scontata. L'Associazione, evidentemente, si è mossa bene: ha saputo promuovere e gestire con spirito di squadra, costruttivo e propositivo, tante iniziative volte a valorizzare i territori insigniti del titolo di patrimonio dell'umanità in ragione dei propri tesori longobardi».