Pienone nelle giornate di Santo Stefano e di domenica al Munda, il nuovo museo nazionale d'Abruzzo, inaugurato lo scorso 19 dicembre nei locali dell'ex mattatoio, alle 99 cannelle. In solo due giorni, infatti, sono stati staccati circa 1.500 biglietti, quanti grosso modo nei primi giorni di apertura. Molti gli aquilani, e non solo, che hanno approfittato delle feste per visitare le cinque sale espositive allestite da poco, grazie anche all'ingresso gratuito al museo fino al 3 gennaio. Intanto, nei giorni scorsi, sono state posizionate le didascalie per ogni opera, con brevi commenti che saranno ampliati fin dall'inizio del prossimo anno, quando si provvederà a una traduzione delle brevi note in inglese. «Appena riusciremo ad avere la copertura di rete attiveremo il Qrcode per dare la possibilità di attingere anche ad informazioni supplementari» spiega la direttrice del polo museale, Luciana Arbace. Il codice Qr (in inglese Qrcode, abbreviazione di Quick response code) è un codice a barre composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un cellulare o uno smartphone. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici. I visitatori del museo, dunque, una volta attivato il sistema, attraverso il proprio smartphone potranno leggere informazioni su ogni singola opera. «È stato stampato anche il Taccuino dei musei abruzzesi, edizione 2016, in distribuzione al Munda» continua l'Arbace. «È operativo inoltre il sito web munda.abruzzo.it.. In questi giorni abbiamo riscosso un successo quasi inaspettato. Nei primi giorni di apertura, tra sabato e domenica, abbiamo raggiunto le 1.500 presenze, come anche nei giorni appena successivi al Natale. Solo il 26 dicembre hanno visitato il museo circa 700 persone. C'è stato un altissimo indice di gradimento». Il Munda si compone di cinque sale suddivise in sezioni, secondo uno sviluppo cronologico e tematico, e di ambienti per le attività didattiche e laboratoriali. Si possono ammirare nuovamente alcune delle più belle e antiche Madonne d'Abruzzo, come quella di Lettopalena, risalente al XII secolo, e capolavori come il Trittico di Beffi, il Cristo e l'Adultera di Mattia Preti. Ma anche il duecentesco Cristo Deposto proveniente dal Duomo di Penne, il San Sebastiano di Silvestro dell'Aquila e la Madonna con Bambino di Saturnino Gatti, ospitata fino all'inizio dei lavori di restauro nella basilica di Collemaggio.