FRA I suoi primi atti agli Uffizi c'è stata l'inaugurazione di un'area allattamento. Quanto i servizi per i visitatori rappresentano per lei una priorità e quali sono quelli più carenti nei musei che sta dirigendo? «Quello che occorre è un ribaltamento di prospettiva. Troppo spesso i musei vengono visti come spazi dove appendere i quadri, luoghi per le opere d'arte e non per gli esseri umani, siano essi lavoratori o visitatori. Visitatori che non appartengono a un'unica tipologia: c'è la mamma che vuole allattare in uno spazio tranquillo, e magari non entra nel museo se non ha la possibilità di farlo, o il babbo che ha bisogno di cambiare il pannolino al figlio. E poi servirebbero più aree per il riposo, luoghi dove ci si possa sedere anche in gruppo per riflettere, prendere appunti e, perché no, socializzare, magari mettendo un divano di fronte a un quadro molto bello ma non sufficientemente valorizzato dagli allestimenti tradizionali. Ma ci sono anche delle questioni di sicurezza da tenere presenti: per esempio il ritratto del Nano Morgante di Bronzino, al centro di una delle Sale rosse, è pericoloso perché la gente, nei momenti di grande affollamento, ci va a sbattere contro, e infatti verrà rimosso da quella posizione: è il tipico caso di un allestimento che funziona perfettamente dal punto di vista storico artistico, ma non se si considerano le esigenze dei visitatori ». Palazzo Pitti ospita sei diversi musei. Quali difficoltà ha incontrato di fronte a un sistema così complesso? «Abbiamo iniziato a fare riunioni settimanali con tutti i direttori perché imparino a comunicare l'uno con l'altro, cosa che in passato non succedeva: sono convinto che si lavora bene soltanto in squadra. Al momento non possiamo introdurre un biglietto unico per ragioni di bilancio, ma per il futuro stiamo studiando un biglietto modulare o che permetta di accedere all'integrità delle Gallerie degli Uffizi. Un altro obiettivo è rendere più attraenti i musei più piccoli, anche partendo da cose in apparenza banali come i nomi: la Galleria del Costume diventerà "Galleria della Moda e del costume", per sottolinearne la completezza. Lo stesso accadrà per il Museo degli Argenti: stiamo valutando se ribattezzarlo "Tesoro dei Medici e dei Lorena" o "Tesoro dei Granduchi". Per un'operazione del genere in America si ingaggerebbe una società di market research pagandola migliaia di euro; noi ci basiamo sulle nostre forze». Ha annunciato che combatterà le code davanti agli Uffizi. Come sta lavorando e che tempi prevede? «L'obiettivo non è eliminare del tutto le code ma ridurle a 15, 20 minuti al massimo e in questo modo combattere i bagarini che, come nel mito di Ercole e Anteo, che si nutre dal contatto con Gaia, traggono linfa vitale proprio da esse: tentare di sopprimerli senza combatterne la causa sarebbe inutile. Stiamo lavorando con gli architetti e a breve coinvolgeremo anche il dipartimento di informatica di un'università. Per ora abbiamo individuato quindici fattori, architettonici o strutturali, all'origine delle code. Su alcuni si può agire in tempi brevi; altri richiedono cambiamenti più ampi: questo significa che la prossima estate le file ci saranno ancora, anche se spero più brevi, mentre conto di vederle scomparire nel 2017». Il bagarinaggio avviene anche online, con decine di siti non ufficiali che vendono biglietti per gli Uffizi o per il Corridoio Vasariano a prezzi maggiorati. «Intanto, dal 1 di gennaio, le Gallerie degli Uffizi avranno un nuovo sito ufficiale, che sostituirà quello del Polo museale fiorentino, cancellato dalla riforma. Da poco abbiamo anche un funzionario specializzato con cui mi consulto quotidianamente sulla risoluzione di problemi informatici: il suo è un lavoro che all'estero, in un museo di questa portata, richiederebbe decine di persone. Per quanto riguarda la lotta ai siti abusivi nazionali possiamo agire più rapidamente, mentre per quelli internazionali la faccenda è più complicata, e cambierà ulterior- mente con il nuovo sistema di assegnazione dei domini». A Venezia il prefetto ha vietato l'ingresso nei musei alle donne col volto coperto. Crede che una misura di questo tipo abbia senso anche agli Uffizi e che esista, in generale, un problema sicurezza? «Quello del burqa mi sembra un falso problema, perché è poco probabile che una donna che si copre il volto per motivi religiosi sia interessata a venire a vedere nudi antichi. Mi spaventano di più le "statue viventi", attori travestiti e dal volto completamente coperto che ogni giorno si installano nel piazzale: chi ci assicura che siano sempre le stesse persone? Dopo gli attentati di Parigi, comunque, siamo in dialogo continuo con le autorità e i carabinieri stanno facendo controlli costanti con i cani antiesplosivo». Quali saranno le prossime mostre di Uffizi e Palazzo Pitti? «La prima, a marzo, sarà agli Uffizi e sarà dedicata alla scultura policroma. Le altre le annunceremo a breve». È a Firenze da sei settimane. Che impressione ha avuto della città? «Avevo già abitato a Firenze, ma la città che ho oggi davanti agli occhi è molto diversa da quella che avevo lasciato nel 2001, quando lavoravo al Kunsthistorisches Institut. Ho trovato una nuova energia, sia nel mondo della cultura, con nomi come Arturo Galansino, il nuovo direttore di Palazzo Strozzi, che conosco bene dai tempi in cui entrambi eravamo a Londra, sia in quello imprenditoriale, con tanti ristoranti di altissima qualità e piccole realtà artigianali che mi sembra stiano reagendo alla crisi, a differenza di quanto succede per esempio negli Stati Uniti o in Inghilterra. La zona che preferisco è l'Oltrarno, dove cerco di passare tutto il mio tempo quando non sono al museo».
la Repubblica
30 Dicembre 2015
FIRENZE - I piani del direttore "Nel 2017 la coda per entrare agli Uffizi durerà solo 15 minuti"
GA
Gaia Rau
la Repubblica
Il direttore dei Musei degli Uffizi, Emanuele Cracco, parla delle difficoltà incontrate dal sistema museale fiorentino. Ha introdotto un'area allattamento e ha lavorato per ridurre le code davanti agli Uffizi. Ha anche annunciato la creazione di un biglietto modulare per accedere agli Uffizi e ai musei di Palazzo Pitti. Cracco sostiene che i musei debbano essere spazi per gli esseri umani, non solo per le opere d'arte. Ha anche parlato della sicurezza, menzionando il ritratto del Nano Morgante di Bronzino, che è stato rimosso da una posizione pericolosa.
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