Sono cacciatori di reperti, scopritori di vestigia che Brescia custodisce nelle sue viscere, nei suoi condotti più segreti, nei tunnel meno esplorati. Il giorno di Santo Stefano è stato giorno di caccia grossa per quattro speleo-sub di Brescia Underground che hanno ritrovato i resti dell'antico mulino della Pusterla. Ritrovato il basamento del Mulino della Pusterla, sul fiume Celato ma sotto terra. Manufatto di cui, sulle carte bresciane, ci sono tracce, a partire da metà '500. Mulino citato in più documenti, forse ancor più vecchio di tre secoli. Pochi resti: un pilastro di base, un muro con inchiavardati i ferri per far girare la ruota. Sulla destra del Celato, un canaletto sussidiario, lungo il quale il mugnaio avviava la corrente quando fermava il molino e non c'era bisogno che l'acqua lambisse le pale. Ingegneria antica recuperata nei giorni scorsi. La scoperta è stata effettuata il giorno di Santo Stefano. Artefici 4 ragazzi di Brescia Underground: Andrea Busi, Andrea Gurri, Alberto Palamidessi, Giacomo Senaldi. Il tutto quasi al centro di un quadrivio, dove via Pusterla incrocia con la strada che sbuca dalla Galleria Tito Speri e prosegue come via Lombroso. Siamo sulle strisce pedonali vicino alla Montagnola. Li sotto scorre il Celato che scende da Mompiano, percorre la via Galileo Galilei, passa davanti alla trattoria Serbatoio quindi «attraversa la strada» per finire in Fossa Bagni. Da lì e l'acqua si sente ancora scrosciare il corso passa sotto le mura del Castello e prosegue la sua corsa lungo contrada Santa Chiara. I ragazzi di Brescia Undeground, che invece di passare le feste in montagna hanno preferito tuffarsi nel sottosuolo di Brescia, sono stati premiati. Stavolta dalla Fossa Bagni hanno risalito il Celato puntando verso la sorgente E sono arrivati fino all'imbocco di via Costalunga. Cioè con l'acqua alle ginocchia hanno percorso via Galilei. Hanno passato (sotto terra) la pizzeria Serbatoio e poi l'Archivio di Stato ed il convitto San Giorgio. Hanno lasciato il cinema Metropol e via via, dopo il supermercato, sempre risalendo, sono arrivati a Ponte Alto. Anche li il cemento sotterraneo ha fatto scempio. Distrutto ogni segno del passato. Fine viaggio davanti all'antica chiesetta di San Rocchino. Solo lì il Celato ritorna in superficie e passa fra le case, senza disturbare, quasi non visto. Viaggio disagevole nella seconda parte quando l'esploratore si trova a percorrere solo un tubo con circa due metri di diametro. Molto meglio nella prima parte quando si prova il piacere della scoperta sotterranea e si trova un qualche segno del passato. Sotto la via Pusterla il Celato è largo attorno ai 5 metri, un uomo in piedi non batte la testa.