L'antico collegamento sul fiume Serio a Gorle. Storia, polemiche e questione viabilistica A volte storia e leggenda si fondono in un groviglio difficile da districare. Vicende o luoghi assumono così un'aura di mistero, persino affascinante nella loro impenetrabilità. Il famoso e congestionato ponte Marzio di Gorle nasconde dentro sé questo dualismo. Le migliaia di persone che ogni giorno lo percorrono, spesso ignorano di essere dinnanzi a uno dei più antichi manufatti della provincia. Il ponte ha infatti radici preromane. Tradizione vuole che sopra le sue arcate sia transitato Giulio Cesare il quale, giunto a Bergamo per consolidare le conquiste di Roma, rese la città una vera e propria fortezza e il ponte un baluardo inespugnabile. Fin qui la leggenda la fa da padrona. Giulio Cesare o meno, il ponte è di chiaro impianto romano. All'epoca era l'unico passaggio sul fiume Serio, un punto strategico. Tanto da esigere la costruzione di tre fortilizi a sua difesa, presidiati da numerose truppe. Fra essi, il più imponente fu quello realizzato sul monte Bastia a Scanzorosciate, con fossati e bastioni ancora oggi visibili. Il nome del ponte, Marzio, sarebbe invece riconducibile al quarto re di Roma Anco Marzio, pur non mancando altre ipotesi di rilievo. Pare infatti che nei dintorni sorgesse un campo di Marte, nel quale si radunavano i legionari in partenza per campagne di conquista. Il manufatto sul Serio proseguì la sua fiera opera di collegamento fra le genti e sopravvisse agli innumerevoli eserciti che vi transitarono, agli scambi commerciali e soprattutto al «Grande Diluvio» del 1493 che si portò via numerosi altri ponti in provincia. Nel 1766 il parroco di Villa di Serio vi collocò la statua di San Giovanni Nepomuceno. Anche qui la leggenda ci mette lo zampino: la statua, infatti, porge le spalle all'abitato di Gorle, forse in spregio al mancato apporto economico per la sistemazione della stessa. Gli anni della dominazione austriaca videro l'allargamento del ponte per permettere il passaggio del tram. Dopo due millenni di onorato servizio, il ponte Marzio rimane un punto nevralgico per molti «uno strozzamento» della viabilità bergamasca. È di poco più di un anno fa la costituzione del comitato «Salviamo il ponte Marzio» che ha realizzato un filmato per attivare un di un concorso di idee al fine «di studiarne la valenza simbolica, culturale» e viabilistica.
Bergamo. Giulio Cesare e il nodo del ponte Marzio
Il ponte Marzio di Gorle è un antico collegamento sul fiume Serio con radici preromane. La tradizione vuole che Giulio Cesare l'abbia transitato, ma la sua costruzione è di chiaro impianto romano. Era un punto strategico e richiedeva la costruzione di fortilizi per la sua difesa. Il ponte ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli, tra cui l'allargamento per permettere il passaggio del tram. Oggi è un punto nevralgico per la viabilità bergamasca e ha generato polemiche sulla sua viabilistica. Un comitato ha realizzato un filmato per attivare un concorso di idee per studiare la sua valenza simbolica, culturale e viabilistica.
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