Superato, non senza patemi e difficoltà lo ha pubblicamente dichiarato il competente assessore comunale Gianluigi Fondra l'esame della Regione che ha comunque, da pochissimo, rinnovato al Civico Museo di Scienze Naturali il «riconoscimento» per l'appunto di museo senza declassamento, per la struttura di via Ozanam è finalmente partito il conto alla rovescia. Nel senso che così com'è attualmente strutturato il Museo non ha più significato. Deve assolutamente cambiare, ovviamente in meglio, in quanto non è in grado per ragioni obiettive: spazi inadatti, mancanza di personale qualificato (la figura del conservatore di zoologia è assente da una decina di anni), le collezioni non sono fruibili dal pubblico, cronica mancanza di mezzi (mancano persino i fondi per spedire all'estero, in cambio gratuito, la rivista «Natura Bresciana» che ha per molti anni alimentato la biblioteca specialistica con riviste di alto livello scientifico), sempre per mancanza di fondi l' attività didattica non è in grado di soddisfare le richieste che pervengono dalle scuole e a fronte di tutte queste problematiche i costi a carico del Comune sono rilevanti di assolvere, se non in piccola parte, i propri compiti istituzionali. Nel corso di un recentissimo dibattito pubblico meritoriamente provocato dai professori Mario Capponi della Fondazione Calzari Trebeschi e Paolo Vitale responsabile Ecodem di Brescia, il sindaco Del Bono è stato chiaro. Le associazioni che ruotano intorno al Museo, a cominciare dal Centro Studi Naturalistici che ha appena festeggiato il cinquantesimo anniversario, e quanti hanno a cuore le sorti di questo Museo non fosse altro per la storia e la tradizione che lo contraddistinguono, facciano sintesi di progetti, prospettive e desiderata e li presentino all'amministrazione comunale entro il prossimo giugno. Il Comune si impegna ad aprire un tavolo di confronto serio e responsabile sottolineando a priori che, stante la ristrettezza dei fondi, è necessario il coinvolgimento del privato. A questo punto tocca ai naturalisti fare sintesi e presentarsi uniti e, soprattutto, chiarire gli intendimenti in ordine all'attività del museo che, anche sulla scorta delle esperienze di altre realtà simili (Bergamo in primis ), dovrebbe riacquistare il ruolo di polo espositivo impostato su basi scientificamente corrette con contemporanea apertura alle nuove tecnologie che siano di supporto, ma non sostitutive, del momento espositivo e quindi di studio: per dire sì alla scienza e no all' entertainment fine a se stesso. A vantaggio, ovviamente, della conoscenza e della salvaguardia delle mille meraviglie naturali, biotiche e no, del territorio provinciale.