Tredici milioni di euro dal ministero: serviranno per riaprire al pubblico (nel 2019) Tredici milioni di euro divisi in tre anni ed entro il 2019 la Domus Aurea potrà essere riaperta al pubblico con la sua terrazza traianea trasformata in un giardino sostenibile. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha annunciato lo stanziamento di nuovi fondi per il completamento del restauro del complesso monumentale a Colle Oppio. «Una buona dose di carburante». «Non ci eravamo mai arresi», sorride l'architetto paesaggista Gabriella Strano. Ma certo, «ora il nostro cronoprogramma può essere rispettato e già da stamattina partiremo con i lavori dei bacini 6 e 7, i più grandi e i più costosi». E magari tra quattro anni davvero si potrà passeggiare sulla Domus Aurea, prendere il fresco sotto il pergolato di rose antiche, affacciarsi a 12 metri d'altezza dentro la casa voluta da Nerone e ammirare il ninfeo di Ulisse e Polifemo. Perché i 13 milioni di euro (in tre anni) promessi dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per la conclusione del restauro del complesso monumentale sul Colle Oppio sono davvero «una buona dose di carburante che potrebbe portare alla riapertura al pubblico entro il 2019», dice il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Giuliano Volpe. Lo stanziamento è diviso in 2 milioni per il 2016, 6 per il 2017 e 5 per il 2018. «Con questi fondi del ministero - aggiunge il soprintendente al Colosseo, Museo Nazionale Romano e Area archeologica di Roma Francesco Prosperetti - quelli della soprintendenza e quelli dei privati che stiamo trovando in questi mesi, sarà possibile accelerare il calendario dei lavori e in breve tempo procedere alla graduale riapertura della Domus Aurea». E chi da anni ogni giorno in quella meraviglia archeologica lavora con passione non può che brindare alla notizia. «Il nostro giardino sostenibile di 16mila metri quadrati presto sarà una realtà», s'illumina l'architetto Strano, dal 2011 nello staff tecnico al lavoro nella Domus Aurea e anima di quel parco che piano piano rimpiazzerà le erbacce di oggi sulla terrazza traianea facendola tornare agli antichi splendori con percorsi lavande, rosmarini, giacinti, muscari, alberi di agrumi. Quasi terminato il cantiere pilota, quei 700 metri quadrati (sui 16mila totali, divisi in 22 lotti) su cui sono stati «testati» i lavori di restauro per proteggere il monumento ipogeo da infiltrazioni e umidità: sono state tolte tonnellate di terraccia che faceva entrare l'acqua su volte e affreschi e lo spessore del terreno (arricchito di argilla espansa) è stato ridotto per evitare che il peso porti a nuovi crolli. Ma anche gli storici alberi dovranno lasciare la Domus, incluso l'enorme pino himalaiano: «Pesa 50 quintali - racconta l'architetto Strano - e le sue radici raggiungono un diametro di 50 metri, entrano nelle murature e negli affreschi, praticamente abbraccia Ulisse e Polifemo: mi spiace - sospira -, ma dovrà essere tagliato».
Domus Aurea, ecco come sarà il giardino
Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha annunciato lo stanziamento di 13 milioni di euro per il restauro della Domus Aurea, un complesso monumentale a Colle Oppio, entro il 2019. I fondi saranno divisi in tre anni e saranno utilizzati per completare il restauro del complesso, che include la trasformazione della terrazza traianea in un giardino sostenibile. L'architetto paesaggista Gabriella Strano ha detto che il restauro sarà possibile grazie a questi fondi e che il giardino sostenibile sarà una realtà presto.
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