OGNI rapiscan ha una "porta" sotto cui sono passati turisti e romani in fila e uno scanner per zaini e valigie. Presto ne verrà installata un'altra coppia per rendere più fluido il filtraggio e l'accesso all'Anfiteatro Flavio. Il debutto, nonostante la folla di visitatori delle feste, è andato bene, con qualche ritardo "intoppo" soltanto fisiologico: «Abbiamo misurato la loro funzionalità in giornate dove era previsto e si è registrato un picco di presenze», fa sapere la Soprintendenza speciale per il Colosseo, il museo nazionale romano e l'area archeologica di Roma. «Le prove condotte hanno confermato l'efficacia di questi impianti, installati sulla fila dei visitatori non muniti di biglietto o prenotazione. Le operazioni sono risultate più scorrevoli che nei giorni precedenti si legge ancora nella nota Nelle prossime settimane i metal detector saranno portati a quattro e tarati sulle esigenze del monumento». Non è solo il Colosseo a blindarsi però. Allo studio della Soprintendenza ci sono progetti per filtrare, con controlli sempre più tecnologici, gli ingressi in altri luoghi dell'archeologia e della cultura a Roma. «C'è una crescente richiesta di sicurezza da parte del pubblico» spiegava, appena tre giorni fa, il soprintendente Francesco Prosperetti. E così dopo Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e le Terme di Diocleziano, i rapiscan potrebbero spuntare alle Terme di Caracalla, al Foro Romano e Palatino e nell'area archeologia di Ostia Antica.