DALLA Capitanata al basso Salento, passando per l'area tarantina e la terra di Bari: proviamo a tracciare un tour tra i borghi, le chiese, i conventi e i palazzi dei piccoli centri, lontano dal clamore turistico dei monumenti simbolo di Puglia. È articolato l'elenco dei luoghi da appuntare in vista di un possibile itinerario alternativo, approfittando magari delle festività natalizie in corso. Prima tappa: Vico del Gargano con il suo castello, le numerose chiese e il complesso conventuale di Santa Maria degli angeli, il cui nucleo fondante è della prima metà del XVI secolo è tra i borghi foggiani più rilevanti per storia e arte, così come Carpino, a ottanta chilometri da Foggia, dove merita una visita la chiesa di San Cirillo, documentata sin dai primi anni del 1300, che custodisce tracce importanti di età romanica in particolare il portale , con successivi interventi baroccheggianti. È stata fondata nel 1199 la chiesa di Maria Santissima della Murgia a Castelnuovo della Daunia, con il suo ciborio in pietra del Cinquecento; settecentesca è la facciata del Santuario di Santa Maria di Stignano a San Marco in Lamis, altro paese foggiano che meriterebbe attenzioni. E la provincia barese? Anche in quest'area di Puglia ci sono luoghi da riscoprire, tra palazzi, monasteri e interi quartieri. Noto per il suo straordinario Carnevale, Putignano custodisce anche monumenti di grande bellezza, tra cui la chiesa dedicata a San Pietro Apostolo in piazza Plebiscito, in pieno stile romanico. All'interno la navata unica è riccamente decorata con stucchi, dipinti e arredi sacri in legno dorato, mentre la statua del patrono è di Stefano da Putignano, noto scultore rinascimentale. A Capurso c'è la basilica di Santa Maria del pozzo, con l'annesso convento alcantarino, al cui interno è conservata l'icona bizantina della Vergine rinvenuta nel Settecento in una contrada del paese. Vale una sosta anche Triggiano, ai piedi della chiesa madre c'è uno scavo archeologico di grande rilievo: un precedente edificio di culto, di età medievale, in tre navate. Sorprende per il rigore geometrico e minimal della sua facciata, la chiesa rupestre medievale di Barsento non lontano da Noci sulla cui datazione precisa c'è una contesa in corso tra studiosi. Mentre nel centro storico bisognerà assolutamente visitare la chiesa matrice, che accoglie una Madonna in trono con il bambino del 1505 attribuita a Stefano da Putignano e un polittico in pietra di grande importanza per la storia dell'arte italiana meridionale. Ma prima di spostarsi in area tarantina, andrebbero visitate in ordine sparso anche Turi, Mola di Bari e Bitritto. Stupiscono alcuni dettagli dei centri storici di Manduria, Massafra e Laterza, mentre in area brindisina il castello di Oria esige una visita approfondita, ma è soprattutto il Salento leccese a destare stupore. In quell'area quasi ogni paese, e sono quasi cento, nasconde un monumento: da Campi Salentina con la sua chiesa madre, che custodisce anche una cappella gotica , a Sternatia, a Lucugnano, non lontano da Leuca. In questo piccolo centro ha a lungo abitato il poeta Girolamo Comi, il cui palazzo di proprietà della Provincia e al centro di una bagarre ancora in corso sulla futura destinazione d'uso meriterebbe un ruolo primario nel dibattito culturale meridionale.