Migliorata l'illuminazione di tre sale. La direttrice Hollberg: «Finalmente si vedono i colori vivi» Se è vero che la stragrande maggioranza dei visitatori dell'Accademia si recano in via Ricasoli «solo» per ammirare il David di Michelangelo e che come capita anche agli Uffizi con la Venere un capolavoro-totem di tanta celebrità inevitabilmente oscura, agli occhi del turismo di massa, le altre grandi opere esposte, è altrettanto vero che migliorando l'illuminazione l'inevitabile gap di appeal può essere limitato. E così è stato. Lo studio sull'impatto che ha il sistema di illuminazione sulla percezione della galleria è stato negli ultimi mesi uno dei principali sforzi profusi dalla ex direzione del museo, non di meno il rinnovamento dell'impianto tecnico di luci è uno dei capisaldi anche per il progetto dei Nuovi Uffizi. A soffrire di più la differenza tra una buona e una cattiva illuminazione erano i dipinti, soprattutto i fondi in oro delle tre sale del primo piano, che la stessa neo direttrice della Galleria, Cecilie Hollberg, aveva definito «quasi invisibili». Problema ora risolto con l'introduzione di alcune importanti migliorie tecniche d'avanguardia con cui l'Accademia si presenta allo scadere del 2015: una tecnologia sofisticata basata sull'utilizzo dei «Led Vivid» che puntano a ottenere un'alta fedeltà cromatica e una saturazione dei colori di nuova concezione, aiutando a migliorare la percezione delle opere d'arte che risultano più vivide e intense sia nei colori, sia nei dettagli. Se si esclude il David sono proprio i dipinti delle tre sale poste al primo piano a intercettare il principale interesse della Galleria: dipinti risalenti al periodo che va dal 1360 al 1430 che raccontano l'evoluzione della pittura fiorentina dalla tarda tradizione giottesca agli albori del Rinascimento con in primo piano la serie di capolavori di Lorenzo Monaco come l'Annunciazione al centro del trittico di San Procolo e il Vir dolorum . E che adesso sostengono gli esperti dell'ex polo museale saranno capaci di catturare meglio l'attenzione dei visitatori presagendo un aumento molto sensibile della permanenza in quelle sale. L'operazione appena conclusa è stata realizzata attingendo dai fondi ordinari statali messi a disposizione per il museo ed è iniziata sostituendo 56 vecchi apparecchi fissi e utilizzando gli incassi a soffitto con i nuovi proiettori orientabili gestiti da un sistema di controllo wireless e capaci di calibrare un modo più preciso i flussi luminosi sull'opera d'arte, risparmiando anche energia. Il nuovo sistema illuminotecnico è stato inaugurato dalla neo direttrice Cecilie Hollberg che commenta: «Finalmente si possono godere pienamente le preziose opere dai colori vivi e splendidi, che finora erano rimasti quasi all'oscuro. E invito tutti ad apprezzarle».