La fine dell'anno è dedicata ai bilanci. Lo facciamo noi cittadini che guardiamo indietro per vedere se sono più le cose belle o brutte, lo fanno le amministrazioni. Ho letto con interesse i dati relativi all'annuario statistico del Comune di Trento. Non sono sorpreso dal boom realizzato dai musei: il Muse ha fatto da volano anche per gli altri. Direi che la città finalmente ha assunto le sembianze di una città turistica. L'offerta insomma è sicuramente attrattiva, anche i locali e i negozi sembrano avere imboccato la strada giusta. In poco tempo stiamo recuperando tutto il terreno perduto. Ciò che mi ha colpito è stato invece il calo degli spettatori registrato dal Centro Santa Chiara: probabilmente la crisi ha inciso su questo dato, visto che il cartellone allestito è sempre stato all'altezza della situazione. Reputo invece fisiologica la perdita delle biblioteche che devono fronteggiare le nuove tecnologie. Comunque, non sarei preoccupato. Il patrimonio librario contenuto nelle strutture trentine è invidiabile, perciò mi viene da pensare che non moriranno mai. Probabilmente le biblioteche dovranno adeguarsi ai tempi, ma ciò è normale e non deve spaventare. Sandro Torresani, TRENTO Caro Torresani, credo anch'io che la ragione della diminuzione di spettatori del Centro Santa Chiara, attestatasi attorno all'11, vada ricercata nella crisi piuttosto che nell'offerta. Anche se occorre ricordare che i dati si riferiscono al 2014 e che nel corso del 2015 la stagione di prosa ha fatto registrare il raddoppio degli abbonamenti. Non sarei preoccupato, inoltre, perché non vedo cali di tensione nei vertici del Santa Chiara. Il progetto di dare vita a una compagnia teatrale regionale, ad esempio, testimonia la volontà di sperimentare percorsi nuovi, sicuramente da valutare sul campo, ma sinonimo di vivacità. E poi il nome di Marco Bernardi, ingaggiato come consulente per il settore prosa, per me è garanzia sufficiente per dormire sogni tranquilli. Dell'effetto Muse abbiamo parlato più volte in questa rubrica. Non posso che ribadire come tale investimento, molto criticato in fase di realizzazione (anche adesso in verità noto dello scetticismo tipicamente provinciale), abbia rigenerato il tessuto culturale e anche economico del capoluogo. La parte più difficile per il Muse, e il direttore Lanzinger lo sa bene, sarà gestire nel tempo un simile successo. Intanto, però, godiamoci «l'effetto Muse», anche se per alcuni puristi si sta scivolando un po' troppo verso le sembianze di un parco divertimenti sperando che tra le strutture museali trentine a prevalere siano le sinergie e non le gelosie. Luca Malossini
Trento, il trend del santa chiara e l'effetto muse sulla città
Il testo discute i dati relativi all'annuario statistico del Comune di Trento, che mostrano un boom dei musei e un calo degli spettatori al Centro Santa Chiara. Il autore ritiene che la ragione del calo sia la crisi, non l'offerta. Inoltre, il testo esprime preoccupazione per la perdita delle biblioteche, ma ritiene che il patrimonio librario trentino sia invidiabile e che le biblioteche dovranno adeguarsi ai tempi. Il testo anche esprime apprezzamento per il progetto di una compagnia teatrale regionale e per l'ingaggio di Marco Bernardi come consulente per il settore prosa.
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