Un patto di collaborazione fra amministrazione e cittadini che vorranno prendersi cura dei beni comuni del territorio, come spazi urbani, strade, scuole, biblioteche, musei. È quanto prevede il regolamento comunale approvato dal consiglio (astenuti Udc, Forza Italia e 5 Stelle, voto favorevole invece di Insieme si può). Il primo regolamento sui beni comuni approvato in Italia è quello di Bologna, che Capannori ha preso a modello, ma ha rielaborato in collaborazione con Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà) e il contributo della commissione consiliare politiche ambientali e cura del territorio. Il Comune ci metterà gli spazi e i materiali, i cittadini metteranno a disposizione la manodopera. «Il nostro intento è quello di favorire un modello di amministrazione condivisa che si basi sull'alleanza e la collaborazione tra cittadini e Comune ha detto l'assessore Matteo Francesconi per la prima volta ai cittadini sarà consentito ciò che non era permesso finora, ovvero prendersi cura e intervenire per la valorizzazione e il miglioramento di beni comuni, perché il regolamento prevede procedure apposite che includono anche una copertura assicurativa». Il percorso per giungere alla definizione del regolamento si è svolto parallelamente a u quello del progetto partecipativo spazio comune, iniziato lo scorso marzo, per coinvolgere attivamente i cittadini nella cura e nella gestione degli spazi pubblici, che ha interessato cinque frazioni del territorio. Qui i residenti grazie alle competenze di Sociolab e all'azione dei facilitatori locali hanno individuato i primi progetti che prossimamente saranno oggetto dei patti di collaborazione" tra Comune e i cittadini attivi" (in forma singola o associata), definendo l'ambito degli interventi di cura e valorizzazione dei beni comuni, durata, ruolo e i reciproci impegni. Il regolamento prevede che l'amministrazione possa fornire contributi di carattere finanziario solo e nella misura in cui le necessità a cui sono finalizzati non siamo affrontabili con sostegni in natura. L'ammontare massimo del contributo e le modalità di erogazione sono individuate nel patto. Il regolamento prevede anche forme di autofinanziamento da parte dei cittadini per la raccolta di fondi da destinare alla cura dei beni comuni, a condizione che sia garantita la massima trasparenza sulla destinazione delle risorse e il loro puntuale utilizzo.