Colpo di scure del governo sugli Archivi di Stato e sulle Soprintendenze archivistiche dipendenti dal Ministero per i beni e le attività culturali. Contro i tagli alle spese, che oscillano tra il 40 e il 60, insorgono Firenze, Lucca, Siena, Pisa, Massa, Prato, Grosseto, Livorno, Arezzo, Milano, Mantova e Torino, nonché le soprintendenze di Toscana, Piemonte, Puglia e Lazio. Tra le iniziative di protesta in cantiere anche una giornata di «oscuramento» di Archivi e Soprintendenze; quelle luci spente, dalle 10 alle 12, saranno un gesto, inquietante e altamente simbolico, visto che si parla di cultura. Sollecitato un incontro con l'on. Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali, e prevista, per mercoledì 9, una conferenza stampa a Firenze per illustrare una situazione così grave da far parlare gli addetti ai lavori di inevitabile chiusura. Le riduzioni, previste dal governo, interessano, soprattutto, i capitoli di funzionamento (energia elettrica, gas metano, acqua, pulizia locali, nettezza urbana, manutenzione ordinaria degli impianti); si tratta di tagli di tale consistenza che rischiano di portare, entro pochi mesi, alla paralisi di tutte le attività istituzionali, compresa l'erogazione dei servizi al pubblico. In pericolo c'è una funzione importante per un Paese civile: la conservazione e la comunicazione della memoria storica, pubblica e privata, nelle sue molteplici articolazioni: dagli archivi delle famiglie, a quelli delle comunità locali, nonché delle istituzioni pubbliche. È una memoria che costituisce il fondamento dell'identità nazionale e che copre un arco cronologico che va dal Medioevo ai giorni nostri. Tutto ciò, senza considerare che gli archivi sono essenziali per assicurare la conoscenza storica e, quindi, la tutela di tutti gli altri beni culturali, dagli archeologici ai librari, dagli architettonici agli artistici.